"Quando sono arrivato al Milan non ero all'altezza". Dal palco di Trento, Ringhio confessa i suoi segreti e rivela un retroscena pazzesco su Paolo Maldini
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L'attuale allenatore della Lazio e leggenda del Milan Gennaro Gattuso è stato protagonista del panel 'Gennaro Gattuso: Non mollare mai' durante 'Il Festival dello Sport' organizzato da 'La Gazzetta dello Sport' a Trento. Ecco alcuni passaggi interessanti (ripresi dal sito www.gianlucadimarzio.com):
"Gasperini è un grandissimo allenatore ed è sempre stato presente nei miei momenti difficili. Quando io ero al Milan e lui all'Atalanta mi chiamò e mi disse di tenere duro, che gli piaceva come giocava il mio Milan. Ci somigliamo un po', abbiamo caratteri forti, mi ha sempre fatto sentire la sua vicinanza".
"Nessuno ne parla ma lui fa parte della stessa categoria di Sacchi, per il cambiamento che ha portato. Io e tanti colleghi proviamo a ripetere le cose che fa lui, ma ci riusciamo difficilmente".
E su una possibile cena con Gasperini non ha avuto dubbi: "Sarebbe un onore".
Il sogno Milan e i primi anni a Milanello
Non poteva mancare un ricordo della sua eccezionale carriera al Milan:"Al Milan per me fu un sogno. Quando sono arrivato non ero all'altezza. Sentivo il rumore del pallone, la differenza tra come calciavano loro il pallone e come lo calciavo io. A Milanello vedevo le foto dei trofei vinti, il mio obiettivo era vedere una mia foto lì. Questo mi dava la forza di andare avanti anche nei primi anni, quando non si vinceva. Devo ringraziare questi campioni e persone speciali".
Il retroscena su Paolo Maldini e il murales di Baresi
Parole importanti per Paolo Maldini:"Maldini per me è stato un campione a 360 gradi. Era lui che mi metteva in soggezione. Non saltava mai un allenamento neanche a 40 anni, se stava male prendeva l'Aulin. Un giocatore incredibile, di uno spessore tecnico, mentale, umano imbarazzanti".
Gattuso ha anche commentato l'episodio del murales dedicato a Franco Baresi, recentemente imbrattato: "Mi ha fatto male, ma viviamo in un mondo molto problematico e ormai non mi sorprendo mai di nulla".
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