L'ex Real Madrid fatica nel 3-4-2-1 del tecnico portoghese. Le statistiche della sfida all'Olimpico aprono il dibattito: può diventare un jolly a gara in corso?

- Milano
"Moreira è generazionale", i tifosi sui social reagiscono a Lazio-Milan 2-2 | Video

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Durante l'ultimo appuntamento di 'Pressing' (programma settimanale di Mediaset) si è parlato anche del peso specifico di Luka Modrić nel Milan di Ruben Amorim. Ecco il parere del giornalista Riccardo Trevisani:

"Amorim va fatto lavorare per un po' di tempo. Ma perché mettere i centrocampisti a fare gli attaccanti? Nelle partite ad alto ritmo, Modrić non può giocare nel 3-4-2-1. Lui mette Modrić, poi una gabbia di centrocampisti per proteggersi. Chi gioca con il 3-4-2-1 non ha il regista a metà campo, ma due mediani che corrono, è la verità".

A replicare arriva il parere di Sandro Sabatini:

"Trovo allucinante che venga messo in discussione Modrić e che diventi un peso".
Trevisani: "Modrić non può giocare nel 3-4-2-1 è la verità". Sabatini risponde. Un dato sorprende

Il caso Modrić dopo Lazio-Milan: i dati statistici di Sofascore

Luka Modrić ha giocato una partita negativa contro la Lazio: il mediano del Milan è sembrato in netta difficoltà nel primo tempo della gara e non è un caso che con Musah in campo nella ripresa, il Diavolo abbia cambiato marcia sia in fase offensiva sia in difesa.

Ecco i numeri del mediano croato dal sito Sofascore:

  • Assist: 0
  • Assist attesi (xA): 0.09
  • Passaggi chiave: 1
  • Passaggi riusciti: 36/42 (86%)
  • Tocchi: 52
  • Tocchi sbagliati: 3
  • Palle perse: 13
  • Palloni recuperati: 2
  • Distanza percorsa: 5.2 km

La chiave tattica di Amorim: Modrić come jolly dalla panchina?

Ci sono dei dati che fanno riflettere parlando del mediano croato: 13 palle perse in 45 minuti di gioco sono un'infinità per un calciatore dotato di una visione di gioco e di qualità uniche come Modrić. Anche la precisione sui passaggi sotto il 90% risalta, così come risaltano i 5.2 chilometri corsi, segnale che l'impegno e la voglia dell'ex Real Madrid non sono neanche da mettere in discussione.

Qui si tratta di un problema tattico e di caratteristiche: nel 3-4-2-1 di Ruben Amorim servono mediani fisici e dinamici, in grado di correre e pressare per tutta la partita. Purtroppo Modrić fatica tremendamente quando il Milan non ha il possesso del pallone e in un calcio che vive sul pressing alto e sul recupero palla, l'allenatore portoghese non può permettersi una mediana che fa fatica sotto questo punto di vista. Si rischia di lasciare vie di passaggio troppo semplici agli avversari che poi si ritrovano subito la difesa rossonera da attaccare fin troppo facilmente.

La soluzione potrebbe essere impegnare Modrić nell'ultimo terzo della partita quando i ritmi potrebbero essere più bassi e i compiti del croato potrebbero essere quelli di impostare e cercare i compagni, senza pensare al pressing. Potrebbe essere un jolly clamoroso dalla panchina per Ruben Amorim.

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