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Braglia: “Maldini non accetterebbe un ridimensionamento. Glasner? Identità chiara”

Braglia: 'Maldini non accetterebbe un ridimensionamento. Glasner? Identità chiara'
Oliver Glasner è il nome caldo per la panchina del Milan, ma l'analisi di Braglia evidenzia i ritardi di Cardinale e l'addio definitivo a Paolo Maldini
Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 

Il Milan continua a cercare gli uomini per costruire il proprio futuro (qui tutte le notizie). Gerry Cardinale deve decidere a quali persone affidare le chiavi del nuovo progetto rossonero. Al momento il primo nome per la panchina del Diavolo sembra essere quello di Oliver Glasner, allenatore che ha lasciato il Crystal Palace dopo aver vinto la Conference League. L'ex portiere Simone Braglia ha parlato a Maracanà di Tuttomercatoweb. Ecco il parere sul possibile arrivo di Glasner al Milan.

Milan, Braglia su Glasner e Maldini

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"Glasner ha un'identità ben definita, arriverà da una richiesta di Rangnick di sicuro. La società però deve decidere i ruoli al suo interno, dove ha fallito lo scorso anno".


L'ex giocatore ha detto la sua anche su Paolo Maldini.

"Non si può più tornare indietro, Maldini non accetterebbe un ridimensionamento e non avrebbe le mani libere per fare quello che vuole".

Ricordiamo che Paolo Maldini è stato vociferato come possibile nuova guida del progetto Fenerbahce, ma non se n'è fatto nulla. La leggenda rossonera ha sempre chiarito che non guiderà nessuna squadra in Italia se non il Milan, ma sembra impossibile rivederlo con questa società.

Serve una strada unica e precisa

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Le parole di Braglia mettono in luce un nodo importante della dirigenza del Milan: Gerry Cardinale deve ancora scegliere i suoi uomini e siamo quasi a metà della seconda settimana di giugno. Il possibile sbarco a Milanello di un profilo internazionale come Oliver Glasner, richiede una struttura societaria con ruoli definiti e senza dissidi interni, quello che non si è visto nella scorsa stagione. Anche l'addio di Paolo Maldini non ha aiutato, visto che da quando è stato mandato via, il Milan ha perso punti e posizioni in Serie A, ed è reduce da due stagioni senza l'accesso in Champions League. Ora non si possono più sbagliare le scelte.