"Espressioni di ottimismo di bandiera". Duro affondo del noto giornalista contro le ambizioni europee dei rossoneri: scopri i motivi della polemica
Milan-Benfica: torello e sorrisi in allenamento per il Diavolo | Video PM
Ruben Amorim è stato molto chiaro in conferenza stampa prima di Milan-Benfica di Europa League: l'allenatore rossonero ha dichiarato di come una squadra importante e storica come il Diavolo debba cercare sempre di vincere una competizione del genere e che quindi non c'è un obiettivo minimo da raggiungere.
Le critiche di Franco Ordine: la contraddizione del Milan
Secondo il giornalista, l'ambiente rossonero sta vivendo un netto scollamento tra il blasone storico e il reale valore della rosa a disposizione:Lo status attuale:
"Dobbiamo parlarci chiaro: il Milan è vittima di questa grande contraddizione. Da una parte il suo status, l'albo dei trionfi, dall'altra la sua cifra tecnica. E la si paga nelle dichiarazioni".
Il confronto in Serie A:
"Oggi il Milan nessuno può dire che possa competere per vincere lo Scudetto contro Inter, Roma e Como".
La previsione sulla stagione:
"Personalmente fa fatica anche ad arrivare tra le prime quattro. Oggi si fanno dichiarazioni d'intenti, ma lasciano il tempo che trovano".
L'ambizione rossonera e il precedente sul quarto posto
Il discorso di Ordine ha un suo senso, ma Ruben Amorim ha risposto in modo sincero: perché una squadra con la storia e anche con la qualità della rosa come il Milan non può partire per vincere l'Europa League? Perché non può avere quel tipo di ambizione? La competizione europea è assolutamente alla portata della squadra milanese e poi c'è da chiarire un concetto: Amorim ha detto che si punterà a vincere, ma non che ha la certezza di vincere.Sono due cose molto diverse: quale dovrebbe essere l'obiettivo massimo del Milan allora? Il quarto posto? Arrivare ai quarti? L'ambizione fa parte della creazione di un gruppo importante e coeso.
Ricordiamo poi la scorsa stagione e le dichiarazioni di Allegri che ha parlato sempre dell'obiettivo di raggiungere il quarto posto: in quel caso la Juventus ha clamorosamente rischiato di mancare il traguardo. Dimostrazione evidente che non sono le sole parole a determinare i risultati che arrivano dal campo.
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