ESCLUSIVA – Mpasinkatu: “Cederei Donnarumma. Tra Tonali e Camavinga meglio il francese”

ESCLUSIVA – Mpasinkatu: “Cederei Donnarumma. Tra Tonali e Camavinga meglio il francese”

Abbiamo intervistato in esclusiva Malu Mpasinkatu, esperto a 360 gradi di calcio africano e di calciomercato. Leggi con noi il suo punto di vista sul Milan

di Antonio Tiziano Palmieri
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ESCLUSIVA MILAN – In attesa di capire se e come finirà la stagione sportiva 2019/2020 di Serie A, abbiamo intervistato, in esclusiva per PianetaMilan.it, Malu Mpasinkatu, ex direttore sportivo del Rieti ed esperto di calcio africano. Mpasinkatu segue molto la Ligue 1 francese e la Jupiler Pro League belga, in quanto militano molti calciatori africani e di origine africana.

Insieme a lui abbiamo commentato le tante trattative di calciomercato che il Milan ha in ballo in questo periodo di stop delle attività, per concludere poi, con un pensiero sul momento attuale dei rossoneri, dato che Paolo Maldini e Stefano Pioli sono in bilico per la prossima stagione. Ovviamente ringraziamo Malu Mpasinkatu per la disponibilità e per il tempo che ci ha concesso.

Malu, partiamo subito con il calciomercato. Al Milan viene spesso accostato Eduardo Camavinga. Ci sono margini di trattativa per il rossoneri? “Camavinga è un crack, è fortissimo. È un giocatore giovane del 2002 che ha già alle spalle un anno e mezzo dove gioca titolare inamovibile. Il problema per il Milan adesso può essere il prezzo. Il Rennes, la sua squadra, non è una squadra che lascia partire i suoi giocatori molto facilmente. Oltre al prezzo devi considerare la concorrenza: lo vuole mezza Europa. Il Milan ha sì un blasone internazionale, ma in questo momento non gioca le coppe europee, e questo può influire nella scelta del calciatore. Poi sai, magari ricomincia la Serie A, e il Milan riesce ad arrivare al sesto posto ed andare in Europa League. Allora le cose potrebbero cambiare”.

Invece di Jeremy Doku dell’Anderlecht e di Krepin Diatta del Club Bruges cosa mi dici? “Sono entrambi due esterni d’attacco molto forti. Doku è un 2002 come Camavinga, mentre Diatta è un 1999. Al Milan farebbero sicuramente comodo, però bisogna dargli anche il tempo di crescere. Viene fatto questo in Italia? Pochissimo. Lo stadio di ‘San Siro‘ molto spesso non perdona e alcuni giocatori possono anche non reggere la pressione”.

Dayot Upamecano invece può arrivare al Milan?  “Upamecano è un altro che ora costa almeno 60 milioni. Non so se il Milan voglia spendere certe cifre per un solo giocatore. Io Upamecano lo conosco dai tempi in cui giocava nel Valenciennes in Francia, è lì che bisognava andarlo a prendere. Con i giovani di prospettiva non si deve aspettare, bisogna crederci subito ed andare a prenderli, altrimenti poi il prezzo si alza troppo. Il Salisburgo ha fatto così, ha giocato d’anticipo e se l’è portato a casa quando il giocatore non aveva nemmeno 17 anni. Poi lo hanno aspettato, lo hanno fatto crescere, e lo hanno girato alla “sorella” Lipsia (sia il Salisburgo che il Lipsia hanno a capo la Red Bull, n.d.r.). Sai, il Lipsia può permettersi di aspettare anche più stagioni un giovane calciatore, ma al Milan c’è più fretta – per la sua storia, per le sue vittorie, per il suo blasone –, e questo discorso è più difficile da fare. Poi considera che su di lui ci sono il Real Madrid e il Bayern Monaco in particolare, squadre che fanno sempre la Champions League”.

Il Milan cerca il grande colpo a centrocampo, si parla anche di Sandro Tonali del Brescia, cosa ne pensi? “Che è un ottimo giocatore, ma attualmente Camavinga è più forte e ti spiego il perché. In Francia quando i calciatori fanno le giovanili e giocano magari nelle seconde squadre o in Serie C, giocano già con gente smaliziata di 25 anni/30 anni. Per un giovane che arriva al grande calcio questo è un vantaggio perché sei già abituato a competere non solo con i tuoi pari età”.

Basta parlare di giovani: ti chiedo se prima o poi Pierre-Emerick Aubameyang tornerà a vestire la maglia rossonera? “Aubameyang è rimasto molto legato all’Italia. Ha fatto le giovanili nel Milan insieme ai suoi fratelli Catilina e Willy. Secondo me lui dentro ha un pizzico di voglia di tornare in Italia nel Milan. Però, la questione coppe europee è troppo importante per un giocatore di 31 anni come lui. Devi garantirgli almeno di disputare l’Europa League appena arriva e poi dall’anno successivo la Champions League. Poi c’è il discorso ingaggio. Ora come ora guadagna tanto perché è ancora nel pieno della sua carriera. Magari fra 2/3 anni quando il giocatore sarà alla ricerca di un ultimo contratto, potrà tornare al Milan con un ingaggio molto ridotto”.

Passiamo al discorso mercato in uscita, Leonardo vuole portare Gianluigi Donnarumma e Lucas Paquetá al PSG. Secondo te ci riuscirà? “Per quel che riguarda Donnarumma, il PSG è coperto con Keylor Navas, che nonostante venga sempre screditato, ha vinto 3 Champions League di fila da protagonista. Se il PSG prenderà il portiere campano, sarà per garantirsi il futuro in porta per i prossimi 10/15 anni. Se fossi nel Milan comunque, lascerei partire Donnarumma per 40/50 milioni, considerando che è ad un anno dalla scadenza del contratto. Penso che questo possa essere il prezzo giusto vista anche la crisi attuale legata al Coronavirus. Quello che non deve fare il Milan, è perderlo a zero nel 2021. Comunque più che al PSG, vedo bene Donnarumma al Real Madrid o al Chelsea. Soprattutto ai londinesi perché lo scambio con Kepa Arrizabalaga è un’ottima soluzione”.

“Per Paquetá il discorso è diverso. Leonardo che lo aveva portato al Milan per 35 milioni di euro, ora lo vuole con sé anche in Francia, ma ad una cifra molto inferiore dato lo scarso rendimento del brasiliano in questa annata. Non so se la dirigenza rossonera voglia lasciarlo andare ad esempio per 20 milioni. Paquetá è ancora giovane visto che è un 1997. C’è anche da dire che il giocatore non sembra avere molto mercato. Fra le big solo il PSG ha mostrato un reale interesse”.

E Zlatan Ibrahimovic resterà al Milan anche la prossima stagione? “Ibra deciderà veramente all’ultimo. Lui ha voglia di giocare almeno un altro anno ad alti livelli. Il problema per il club di via Aldo Rossi è che venendo a mancare, visto che ha lasciato il club, uno come Zvonimir Boban, Ibrahimovic potrebbe aver voglia di cambiare aria. Al riguardo, bisognerà capire bene anche le posizioni Paolo Maldini e Frederic Massara. All’ipotesi Hammarby non ci credo. Prima dell’Hammarby, Ibrahimovic potrebbe andare a giocare al Napoli di Gennaro Gattuso, o al Bologna di Sinisa Mihajlovic”.

Maldini secondo te resterà in società? “Io mi auguro che Paolo possa rimanere al Milan. C’è da capire con che ruolo e con quali compiti decisionali, tutto dipenderà dall’arrivo o meno di Ralf Rangnick. Perché sai ci sono i ministri senza portafoglio, che sono sempre ministri, ma dipendono da altre persone e non hanno grossi poteri decisionali. Maldini vuole ricoprire un ruolo importante, e come ha sempre detto, vuole sentirsi coinvolto. In caso in cui lasciasse, mi dispiacerebbe molto”.

Riconfermeresti Stefano Pioli in panchina per la prossima stagione? “Si, riconfermerei Pioli perché ha fatto bene. Ha iniziato un percorso con determinati giocatori e non possiamo ogni anno vedere il Milan ripartire da zero. Bisogna dare un po’ di continuità al progetto. Io terrei Stefano, che è anche splendido dal punto di vista umano”.

Dunque, l’ipotesi Rangnick la scarteresti? “L’idea di portare l’allenatore tedesco al Milan è affascinante perché è innovativa. Rangnick ha fatto ottimi risultati in Germania, questo è innegabile. Però come ti ho detto, terrei Pioli per privilegiare la continuità”.

Ultima domanda, un flash su due calciatori africani che sono già al Milan: Franck Kessié e Ismaël Bennacer. Rimangono? “Kessié spesso viene messo fra i partenti, però è utile alla squadra. Da quando è al Milan ha giocato praticamente sempre saltando pochissime partite. Il mercato è imprevedibile. Bennacer era partito male a inizio anno, ma poi si è ripreso molto bene. Considera che avendo vinto la Coppa d’Africa da miglior giocatore la scorsa estate, non aveva fatto la preparazione con il Milan. Ci sono pochi giocatori bravi come Ismaël ad impostare il gioco. Io lui lo vedo più come un mediano davanti alla difesa che una mezzala. Il suo modulo ideale è il 4-2-3-1”.

E intanto, è notizia di questa mattina, che il PSG è sulle tracce di un altro rossonero: Theo Hernandez. Per saperne di più al riguardo, continua a leggere >>>

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