Nella classica conferenza stampa della vigilia, Amorim ha voluto spendere alcune parole sulla gestione di Luka Modric
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Durante la consueta conferenza stampa della vigilia prima della trasferta del Milan contro la Lazio, l'allenatore portoghese Rúben Amorim ha voluto rispondere con fermezza anche ai dubbi sollevati sui ritmi di gioco di Luka Modrić. Alla veneranda età di 41 anni, la gestione del fuoriclasse croato resta uno dei temi centrali della stagione, ma il tecnico portoghese ha voluto chiarire senza esitazioni quale sia il suo pensiero.
Milan, l'analisi di Amorim su Modric
Amorim ovviamente non ha nascosto le difficoltà atletiche che è un giocatore della sua età può incontrare durante la fase di non possesso, ma ribadisce comunque come la qualità dell'impostazione ripaga ampiamente ogni eventuale rinuncia in fase difensiva:"Ci sta come ragionamento, Luka non può pressare sempre, ma dall'altro lato ha sempre in mano il tempo del gioco e lo capisce meglio di tutti gli altri. Da allenatore devo scegliere."
Per spiegare la sua visione Amorim usa l'esempio della sfida contro la Juventus, ammettendo che la minore aggressività in fase di non possesso può concedere più spazio agli avversari, proprio come accaduto con Douglas Luiz. Tuttavia, il bilancio resta ampiamente positivo: l'eventuale rinuncia alla spinta del pressing viene ripagata dalla capacità di guidare il ritmo del match una volta conquistata la palla:
"Magari perdiamo qualcosa in pressing, ma con la palla abbiamo più controllo con Modric in campo. Contro la Juventus magari c'è stato meno pressing e a volte Douglas Luiz ha avuto più tempo per gestire, ma guardate quando avevamo la palla. Penso che se dobbiamo perdere qualcosa è meglio che sia senza palla, invece con la palla dobbiamo avere sempre quel qualcosa in più. E Luka ci dà quel qualcosa in più. Capisco questa critica, ci sta, ma bisogna avere una visione completa: Modric ci permette una gestione migliore della palla e io voglio una squadra dominante nel possesso".
Per l'allenatore portoghese, se è un compromesso necessario deve riguardare la fase difensiva è non quella di possesso. E' proprio qui che il valore del croato diventa insostituibile: la sua intelligenza tattica riesce a far far alla squadra quel salto di qualità diventando dominante.
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