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Milan Futuro, così si fa: crescita al primo posto, gestione più sapiente e il ruolo dei veterani

Redazione
Analisi della rinascita del Milan Futuro dalla Serie D, grazie ad un cambiamento di prospettiva e ad una gestione più sapiente della rosa

A fine giugno 2024, il Milan annunciò la nascita della seconda squadra rossonera, vale a dire il Milan Futuro. Sull'onda degli esperimenti portati avanti da Atalanta e Juventus negli anni precedenti, anche il club di Via Aldo Rossi decise di intraprendere questo nuovo percorso mirato alla crescita e allo sviluppo di giovani talenti per prepararli ad un avvenire in prima squadra. Il primo anno non è andato bene con la retrocessione in Serie D, complici alcune scelte di gestione sbagliate, ma questa stagione i risultati sono cambiati e queste sono alcune cause alla base della rinascita rossonera.

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Prima la crescita, poi il risultato

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Il concetto chiave di una seconda squadra è la crescita dei ragazzi. Durante la stagione l'allenatore Massimo Oddo l'ha ribadito più volte durante le interviste: "L'obiettivo principale è far crescere i ragazzi e per farli crescere, a volte, bisogna saper rinunciare al risultato... se sei un allenatore dell'U23 non ti chiedono né di salvarti, né di vincere ma ti chiedono di crescere i ragazzi". Al primo posto viene quindi il talento da coltivare partita dopo partita, poi il risultato che conta, ma relativamente.

Da sottolineare che la scelta di puntare sullo sviluppo dei giovani rossoneri sta pagando i dividendi anche in termini di successi. Nel girone B di Serie D, il Milan Futuro si ritrova al quinto posto, in piena zona playoff e a solo cinque punti dal Chievo secondo. Il tutto proponendo una rosa con tanti giocatori under e mostrando in tante occasioni un calcio propositivo e ricco di idee che vanno oltre la vittoria finale.

La nuova gestione dei ragazzi e l'importanza degli 'over'

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Rispetto allo scorso anno è cambiata anche la gestione della rosa. Durante la stagione 24/25, diversi giovani rossoneri hanno fatto la spola tra prima squadra e Milan Futuro, complicando di fatto il loro percorso di crescita e la stagione dell'Under 23 rossonera. L'esempio lampante è quello di Francesco Camarda. Il bomber classe 2008 sarebbe dovuto essere un punto fermo della rosa del Milan Futuro, ma gran parte della stagione l'ha passata in panchina tra Serie A e le altre coppe del Milan 'dei grandi'. Questo ha poi compromesso la sua stagione e quella dell'Under 23 rossonera, che a fine anno ha dovuto giocarsi i play-out per la retrocessione senza il suo miglior talento, inagibile per un numero di presenze minime non raggiunto in Serie C.


Quest'anno la priorità è stata data alla crescita del Milan Futuro, che ha funzionato anche grazie alla presenza di alcuni leader in squadra che hanno saputo rappresentare degli esempi da seguire per i più giovani. Parliamo di Andrea Magrassi e Simone Branca, giocatori che superano i 30 anni di età ma cruciali come guide per i ragazzi meno esperti. La stessa punta classe 1993 affermò che il suo ruolo è più importante in settimana, rispetto al weekend.

L'obiettivo finale, infatti, è chiaro a tutti e sembra che la direzione intrapresa sia quella corretta. Il Milan Futuro serve per crescere e portare in prima squadra giocatori pronti come Davide Bartesaghi e Alex Jimenez, i due migliori esempi del frutto del lavoro del settore giovanile rossonero degli ultimi anni.