Linea difensiva alta, costruzione dal basso e tanti uomini sopra la linea della palla: principi che possono esaltare il gioco offensivo, ma che, se non supportati da equilibrio e interpreti adeguati, rischiano di trasformarsi in un boomerang. Con il dubbio sul futuro di Allegri, questo è quello che la società vuole per il nuovo Milan?
Le somiglianze con Pioli che spaventano i tifosi
—Le caratteristiche del gioco proposto da Italiano (che piace molto a Girrgio Furlani, AD rossonero) ricordano terribilmente quelle dell'ultima fase di Stefano Pioli sulla panchina del Milan. I risultati di quel Diavolo sono impressi nella memoria di tutti: reparti slegati tra di loro, centrocampo spesso assente senza alcuna funzione di filtro e solidità difensiva praticamente inesistente. E tanti insuccessi in cui l'equilibrio era un concetto totalmente sconosciuto.
Se il Milan dovesse cambiare e intraprendere un percorso con Italiano sarebbero necessari tanti cambi in rosa, vale a dire un mercato in cui si compra tanto e si seguono le idee dell'area tecnica. Tema che negli ultimi anni al Milan è sempre stato argomento di dibattito.
Sono quindi tanti i fattori che non incoraggiano la scelta di Vincenzo Italiano per un possibile futuro in rossonero. Prima di inseguire modelli esteticamente attraenti e moderno, serve una riflessione lucida e seria. Perché tra il voler dominare il gioco e il perdere equilibrio il passo è breve. E il Milan, quel prezzo, lo ha già pagato. Con una certezza come Massimiliano Allegri, peraltro votato dallo spogliatoio intero, ha veramente senso ricominciare tutto da capo, rischiando di rivedere un Milan poco solido e concreto?
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