Ibrahimovic, Kjaer, Begovic: Milan, scattata l’operazione “esperienza”

Ibrahimovic, Kjaer, Begovic: Milan, scattata l’operazione “esperienza”

Con Zlatan Ibrahimovic, Simon Kjaer e Asmir Begovic, il Milan ha messo a segno tre acquisti che vanno in contrasto con la politica attuata dal fondo Elliott

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO MILAN – Dopo il mercato estivo 2018 condotto in fretta e furia, la prima, vera sessione timbrata Elliott Management Corporation, fondo di investimenti attualmente proprietario del Milan, è stata quella dell’inverno 2019.

Allora, per 73,4 milioni di euro, sono arrivati a Milano il centrocampista brasiliano Lucas Paquetá, classe 1997, dal Flamengo, e l’attaccante polacco Krzysztof Piatek, classe 1995, dal Genoa. Per entrambi, un ingaggio netto annuo non superiore ai 2 milioni di euro.

È questa, a conti fatti, la filosofia del fondo Elliott per il futuro del Milan, corroborata dall’amministratore delegato Ivan Gazidis: investire cifre, anche considerevoli qualora ritenute congrue, su giovani talenti dagli stipendi contenuti. Nel caso, poi, di esplosione dei suddetti calciatori, ne deriverebbe anche l’opportunità di rivenderli per generare delle preziose plusvalenze per il bilancio.

Poco importa se, finora, Paquetá e Piatek si sono rivelati soltanto parzialmente all’altezza della situazione, perché il Diavolo, anche nel mercato estivo 2019, ha replicato il copione, puntando, per esempio, su Theo Hernández, classe 1997, terzino sinistro francese prelevato dal Real Madrid, Ismäel Bennacer, classe 1997, regista franco-algerino preso dall’Empoli e Rafael Leão, classe 1999, attaccante portoghese giunto dal Lille.

Il ‘leit-motiv‘ di Elliott negli ultimi dodici mesi è sempre stato il medesimo. Qualcosa, però, non ha evidentemente funzionato nella strategia dei vertici di Via Aldo Rossi. E la classifica, 10° posto alla fine del girone d’andata, a -10 dalla zona Champions League ed a – 5 da quella per l’Europa League, sta lì a testimoniarlo.

Zvonimir Boban, Chief Football Officer del Diavolo, e Paolo Maldini, direttore tecnico del club, in più occasioni, durante la stagione, avevano infatti avuto modo di sottolineare come, a questa squadra, per età-media una delle più giovani del torneo di Serie A, se non, forse, la più giovane in assoluto, mancassero degli elementi di esperienza. Quei calciatori che, tra spogliatoio e campo, sappiano far sentire, forte, la loro presenza e guidare i giovani nella giusta direzione.

A gennaio 2020, quindi, la società è corsa ai ripari: per risolvere il problema del gol, della crescita lenta dei ragazzi, e per conferire all’intero gruppo rossonero un atteggiamento più professionale nonché una buona dose di attaccamento alla maglia, è stato riportato a Milano il centravanti svedese Zlatan Ibrahimovic, classe 1981, ultima vera stella ad aver vestito i colori rossoneri dopo anni di rovinoso declino, dal 2012 ad oggi.

Ibrahimovic, campione vero, ci ha messo poco a farsi ammirare nuovamente da una tifoseria che non ha mai smesso di idolatrarlo: 30’ buoni contro la Sampdoria, 90’ di assoluto livello a Cagliari, con un gol messo a segno ed un altro annullato. In difesa, poi, per tamponare l’emergenza venutasi a creare per la smania di Mattia Caldara di tornare all’Atalanta, è giunto in prestito dal Siviglia, ma proprio via ‘Dea’, il centrale danese Simon Kjaer, classe 1989, che il direttore sportivo Frederic Massara aveva già portato in Italia, al Palermo, rivolendolo con sé anche a Roma.

Infine, notizia di queste ore, con Pepe Reina ceduto in prestito con diritto di riscatto all’Aston Villa, ecco arrivare Asmir Begovic, classe 1987, ex titolare della Nazionale bosniaca, Campione d’Inghilterra con il Chelsea di Antonio Conte nella stagione 2016-2017 da secondo di Thibaut Courtois, giunto in prestito secco dal Bournemouth dopo gli ultimi mesi trascorsi nel Qarabag. Ibrahimovic, Kjaer, Begovic: tre elementi di assoluta e comprovata esperienza per il Milan versione 2020.

Da loro ci si aspetta che possano fornire al Milan una bella spinta in vista di una seconda parte di stagione che, necessariamente, dovrà essere nettamente diversa dalla prima. Il Diavolo, dopo il successo alla ‘Sardegna Arena’, infatti, rivede l’Europa a portata di mano ed è questo il momento giusto per imprimere una decisa accelerata. La rimonta non è impossibile, con Ibrahimovic sognare si può. Kjaer rappresenta un ottimo ricambio per i centrali titolari Mateo Musacchio-Alessio Romagnoli e Begovic un portiere di rincalzo di affidabilità estrema.

Trend invertito, una certezza maturata: vincere, nel calcio, soltanto con i giovani, non è possibile. Soprattutto se, per motivi di storia, blasone ed anche e soprattutto economici, si abbiano elevati obiettivi sportivi nonostante l’evidente periodo di involuzione.

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