Il fuoriclasse riflette sul futuro: a 40 anni ha giocato 2.864' con il Diavolo. Pérez lo rivuole a Madrid, ma il Milan targato Rangnick-Glasner può trattenerlo

- Milano

Nel cuore della transizione societaria che sta ridefinendo i contorni del Milan, si apre un capitolo tanto inatteso quanto suggestivo riguardante il futuro di Luka Modrić. Il leggendario centrocampista croato classe 1985, colonna rossonera nell'ultima stagione e pronto a guidare la sua Croazia nella spedizione mondiale, potrebbe non aver ancora scritto l'ultima pagina della sua avventura a San Siro. Nonostante la mancata qualificazione in Champions League e i recenti licenziamenti di Igli Tare e Massimiliano Allegri, le ultime indiscrezioni di calciomercato su Tuttosport aprono un piccolo, ma concreto spiraglio per il rinnovo del suo contratto.

Luka Modrić, centrocampista AC Milan, potrebbe restare anche nella stagione 2026-2027

Il bivio di Modrić: la tentazione Real Madrid e la forma fisica

Nelle ultime settimane, lo scenario più accreditato per il Pallone d'Oro 2018 sembrava essere quello del ritiro definitivo dal calcio giocato al termine della kermesse iridata negli USA, in Canada e in Messico. Sul tavolo del fuoriclasse croato è infatti presente da tempo una proposta ufficiale del Presidente Florentino Pérez per un ritorno formale al Real Madrid. O in veste dirigenziale o come membro dello staff tecnico del nuovo allenatore dei Blancos, José Mourinho. Un'offerta prestigiosa che tuttavia non ha ancora incassato il sì definitivo del giocatore.

A frenare l'addio al calcio è la straordinaria tenuta atletica di Modrić. Nonostante la carta d'identità, il croato ha dimostrato una freschezza fisica impressionante, collezionando ben 2.864 minuti distribuiti in 37 partite nell'ultima travagliata annata rossonera. Un rendimento che certifica come il numero 14 rossonero sia ancora perfettamente in grado di reggere i ritmi del calcio d'élite per altri dodici mesi. Possibilmente ancora con la maglia del Milan.

Cosa serve per il rinnovo: il nodo Rangnick-Glasner

Affinché questo piccolo spiraglio si trasformi in una firma sul contratto fino al 30 giugno 2027, però, il Milan deve prima risolvere la propria paralisi istituzionale. La condizione primaria resta la definizione del nuovo organigramma dirigenziale e tecnico del club di Via Aldo Rossi. Qualora venisse confermato l'arrivo del binomio composto da Ralf Rangnick nel ruolo di direttore tecnico e Oliver Glasner in panchina, spetterà a loro l'onere e l'onore di presentare a Modrić un progetto (con)vincente.

Il nocciolo della questione risiederà nella capacità del tandem austro-tedesco di garantire al croato la centralità in uno scacchiere tattico storicamente basato su ritmi altissimi e pressing esasperato. Se Rangnick saprà valorizzare l'esperienza e la leadership del campione di Zara all'interno di un organico giovane, il Milan potrebbe blindare una guida fondamentale per lo spogliatoio. Regalando così ai tifosi un inaspettato raggio di luce in un'estate finora dominata dall'incertezza.

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