PM – Gazidis, un anno dopo: numeri insoddisfacenti. Dove sono gli sponsor?

Ivan Gazidis, amministratore delegato del Milan dal 5 dicembre 2018, finora non è riuscito ad imprimere una svolta al club nelle aree di sua competenza

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS MILANIvan Gazidis, sudafricano di origine greche, nel corso della sua carriera è stato vice commissario della Major League Soccer (MLS) statunitense dal 2001 al 2008 e, successivamente, CEO dell’Arsenal dal 2009 al 2018. Ovunque è andato, ha conseguito risultati gratificanti, imponendosi agli occhi del mondo come uno dei dirigenti sportivi più apprezzati e validi.

Ecco perché quando il Milan del fondo Elliott Management Corporation ha deciso di puntare su Gazidis nel ruolo di amministratore delegato e direttore generale del club, si è subito pensato come fosse stata compiuta la scelta giusta. Gazidis, nella sua precedente esperienza dietro la scrivania dei ‘Gunners‘, per esempio, aveva contribuito alla forte espansione commerciale dell’Arsenal, stabilmente nella Top 10 europea per ricavi dopo anni di buio e conti sballati.

Il tutto, puntando sulla politica dei giovani talenti da far esplodere per poi rivendere al miglior offerente, di modo da generare robuste plusvalenze, vitali in ottica del rispetto dei rigiri parametri del Fair Play Finanziario (FFP) UEFA. Il Milan auspicava che Gazidis potesse replicare il modello Arsenal a Milano ma tutto questo, nel giro di un anno, ancora non si è visto. Certo, non si pretende dal dirigente nativo di Johannesburg tutto e subito, ma che, perlomeno, avesse già avviato l’opera di ‘rebuilding‘, quanto meno sì.

Ed invece …. Finora, in un anno alla guida del club rossonero (ufficialmente entrato in carica il 5 dicembre 2018), insignito di uno stipendio netto di 4 milioni di euro l’anno, Gazidis non ha portato in dote al Diavolo alcun incremento dei ricavi nel settore commerciale. Non c’è traccia, in casa Milan, di nuove sponsorizzazioni. Anzi, il prossimo 30 giugno scadrà il contratto che lega il Milan ad ‘Emirates‘ (si parla di un rinnovo a cifre ribassate, n.d.r) e il dirigente non avrebbe ancora pronta un’alternativa di livello per tamponare un’emorragia economica che sarebbe deleteria per i conti, già piuttosto malmessi, della società di Via Aldo Rossi.

Ha investito, però, e tanto, nel management, con risultati sportivi deficitari e sotto gli occhi di tutti. Dodici mesi passati piuttosto in sordina, dove l’unico ‘guizzo’ è stato quello di mediare con la UEFA, che ben lo conosce, per un’esclusione quasi pilotata del Milan dall’Europa League con l’obiettivo di sanare i precedenti bilanci in rosso del club secondo i parametri del FFP. Il suo contratto scadrà il 30 giugno 2020 e, al momento, potrebbe anche non essere rinnovato, visto che il rilancio del Diavolo non sta avvenendo come auspicato.

SEGUICI SUFacebook /// Twitter /// Instagram /// Telegram

SCARICA LA NOSTRA APPiOS /// Android

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy