Oggi a Milanello ha parlato in conferenza stampa Ruben Amorim alla vigilia di Lazio-Milan, quarta giornata della Serie A 2026/27
Milan, Cardinale è arrivato al centro sportivo di Milanello | PM
Domani si torna in campo per la quarta giornata di Serie A e a Roma andrà in scena Lazio-Milan, con i biancocelesti di Gattuso in testa alla classifica a punteggio pieno. Oggi in conferenza stampa Ruben Amorim ha detto di non voler svelare la formazione iniziale, ma qualche indizio l'ha dato, specialmente sulla trequarti, dove si è parlato anche di Christian Pulisic. Amorim ha poi risposto alle critiche velate arrivate dopo Juventus-Milan e al parallelo con il Como di Fabregas. Ecco le sue parole in conferenza stampa e cosa gli abbiamo chiesto con il nostro inviato Stefano Bressi
12/09/2026 - 18:00
LAZIO
VS
MILAN
Termina qui la conferenza stampa.
Quale visione ha dietro le scelte di Rabiot, di Moreira, dei cambi ruolo: "Stiamo cercando di trovare il giusto equilibrio tra le rotazioni e capire il loro ruolo migliore. Stiamo imparando a conoscerci. Vogliamo vincere e imparare la miglior posizione dei giocatori allo stesso momento. Sto cercando il miglior ruolo di ogni calciatore, per capire chi può giocare da un lato e chi dall'altro. Al momento capisco le critiche, ma se vogliamo giocare in un certo modo bisogna usare più giocatori. Non voglio che con un giocatore diverso cambi la nostra idea di calcio. Sto cercando il miglior ruolo per ognuno in ogni posizione. Certo, vogliamo vincere, ma la cosa più importante è trovare la giusta collocazione. Per questo sto facendo tanti cambi. Tutti devono essere pronti a giocare, ci sono tante partite. Serve che non cambi il rendimento a prescindere da chi gioca".
Quale visione ha dietro le scelte di Rabiot, di Moreira, dei cambi ruolo: "Stiamo cercando di trovare il giusto equilibrio tra le rotazioni e capire il loro ruolo migliore. Stiamo imparando a conoscerci. Vogliamo vincere e imparare la miglior posizione dei giocatori allo stesso momento. Sto cercando il miglior ruolo di ogni calciatore, per capire chi può giocare da un lato e chi dall'altro. Al momento capisco le critiche, ma se vogliamo giocare in un certo modo bisogna usare più giocatori. Non voglio che con un giocatore diverso cambi la nostra idea di calcio. Sto cercando il miglior ruolo per ognuno in ogni posizione. Certo, vogliamo vincere, ma la cosa più importante è trovare la giusta collocazione. Per questo sto facendo tanti cambi. Tutti devono essere pronti a giocare, ci sono tante partite. Serve che non cambi il rendimento a prescindere da chi gioca".
Come ha reagito alle prime critiche: "Le critiche sono normali. Le ho già vissute, anche di più e più di quello è impossibile. Ricordo tutto ciò che ho detto. Ho detto di mettere il Milan al primo posto. Mi è stato chiesto di essere offensivo e di segnare. Vogliamo farlo, ma bisogna tenere conto degli avversari. C'era Spalletti contro, il vostro Spalletti, che è molto bravo. Abbiamo avuto più possesso, ma loro sono stati più bravi. Ciò non cambia l'intenzione, che vedrete sempre. Non vedrete mai niente di casuale in campo, anzi siamo fin troppo rigidi. Capisco la pressione e che un giovane allenatore straniero che viene a dire come giocare è difficile da accettare. L'intenzione è dominare, ma altri allenatori come Spalletti e Fabregas sono competenti e ci metteranno alla prova. Ci vuole tempo, vogliamo vincere, ma so che c'era qualcuno che non vedeva l'ora di pormi quella domanda. Aspettavano i primi punti persi per farmi la domanda. Io metterò sempre il Milan al centro del progetto. Però bisogna essere migliori degli avversari, Spalletti è stato più bravo, ma non cambia l'intenzione. Metteremo in campo creatività. A volte non sarà possibile e non potrò offrirvi lo stesso spettacolo. Vedremo con la Lazio, cercheremo di mettere in campo tutto. Però la Juventus mi ha aperto gli occhi, ho visto le reazioni. Ho detto ai giocatori che bisogna essere perfetti, qualcuno non vedeva l'ora che inciampassi. Loro stanno ascoltando la conferenza e gli ho detto dal primo giorno della settimana che bisogna essere perfetti. Sono contento che sentano questo".
Hanno preso Hutchinson e cercato altri con quelle caratteristiche, se è l'ideale lì e come cambia Rabiot: "Dipende da cosa si vuole. Abbiamo tanti giocatori in quella posizione. Di solito sono mancini. Rabiot è più box to box, non gioca tra le linee, ha bisogno di stare vicino all'area per segnare. Quindi a volte vogliamo usarlo per segnare. Anche se destro, pure Loftus-Cheek può farlo. Ha le qualità giuste, deve essere aggressivo e continuo. Non può rendere 5 minuti, sparire e poi tornare. Hutchinson è un ottimo calciatore, ha qualità, è mancino e sa giocare tra le linee. Pulisic è destro, ma bravo tra le linee. Possiamo ruotarne tanti".
Se il Milan può giocare come il Como di Fabregas: "Siamo allenatori diversi, con passati diversi e in squadre diverse. Cardinale non mi ha mai detto che è quella l'ispirazione. Me lo avrebbe dovuto dire fosse stato così, lo scopro oggi. Il mio modo di giocare è chiaro, si è visto subito e serve tempo. Però stiamo migliorando, lo vedremo in futuro. Se volte che il Milan giochi come il Como dovete prendere l'allenatore del Como, siamo troppo diversi. Ho il mio stile, la mia identità. Allenare il Milan è difficile, è difficile anche il Como, ma sono diversi. Io non sto pensando di giocare come loro, sto pensando a come voglio che il Milan giochi. Mi piacere rubare qualche idea, ma non copio niente da nessuno. Questo è il bello del mio lavoro. Senza offesa, siete tutti simpatici, ma non mi piace parlare in conferenza, mi piace studiare la parte tattica. Potete accusarmi di tutto, ma non di copiare. Ho il mio modo di giocare, capisco che vi piaccia il Como, ma ho la mia identità. Giocheremo diversamente, a fine stagione e alla fine di diverse stagioni vedremo chi ha avuto la meglio".
PM - Chi è il vice Musah: "Rabiot può giocare in quel ruolo, così come Jashari. Musah offre sostanza per le corse in avanti, ha un profilo un po' diverso, ma anche Rabiot può farlo. Jashari è diverso, ma può giocarci, anche Comotto che è gioco. In quel ruolo ci sono Jashari, Musah, Comotto, Rabiot e persino Loftus-Cheek".
Come sta Pulisic e se gli piace e poi, se è il caso di reintegrare anche Bondo: "Abbiamo tanti giocatori in squadra e a centrocampo, abbiamo seconde scelte in ogni posizione e pronti a giocare. Pensavo di far giocare Pulisic con la Juventus in corso, mi piace e domani giocherà, almeno qualche minuto. Mi piace molto. Gli dà fastidio non aver giocato e mi piace che i giocatori siano così, che abbiano voglia e siano insoddisfatti. Però bisogna essere pronti: ha avuto un infortunio, poi è tornato e ha avuto anche un altro piccolo scontro, poi un piccolo problema. Anche il più forte del mondo, non lo metto se non sta bene, al posto di chi ha reso bene in allenamento. Questi sono i miei principi. Per me è importante e penso sia un ottimo giocatore. Importantissimo per noi, avremo tantissime partite, giocherà tanto. Ma bisogna capire il contesto, la mia storia, per capire certe scelte".
Se Cisse è pronto per la Nazionale e cosa significherebbe passare una notte primi: "Non conta e non guardo la classifica, al momento non ha senso. So che la Lazio è a 9 perché è il nostro avversario. Dormire al primo posto quando siamo i primi a giocare è per i bambini, mio figlio. Normale per noi, niente di speciale. Se metti Cisse in campo con la Nazionale è pronto a giocare, non importa con chi, sarebbe libero. Ma ha bisogno di crescere con il tempo. Già ho notato la differenza tra come ha giocato a San Siro o in trasferta. Bisogna dargli tempo. Non sarebbe timido e giocherebbe bene, è pronto a giocare e vuole la palla, ma ha bisogno di tempo".
Ha cambiato spesso i trequartisti, se domani torna Cisse: "Non vi dirò chi gioca chiaramente. Pulisic si sta allenando bene, Cisse sta facendo bene, Saelemaekers, anche Hutchinson sta migliorando per essere presto pronto, Loftus-Cheek... Negli ultimi tre incontri chi è entrato ha cambiato la partita ed è importante. Non vi svelo la formazione, ma saremo forti".
Costacurta e Albertini dicono che bisogna dargli tempo, se gli fa piacere o lo carica di responsabilità, e se pensa che la squadra sia già migliorata un po' in settimana: "Dobbiamo migliorare in ogni allenamento. Mi aspetto che i giocatori capiscano che quando c'è qualcosa che non va otteniamo tante informazioni su cui migliorare. Domenica è successo. Dobbiamo aspettare domani per capire se ha funzionato. Ho giò lavorato in una società con tante leggende e le leggende hanno opinioni importanti e parlano tanti, ma magari è diverso dal passato. Devo capire il momento della squadra attuale. Non voglio che ci si dimentichi della responsabilità: dobbiamo vincere, ma bisogna capire che al momento stiamo costruendo qualcosa. Però dobbiamo vincere già sabato. Questo conta di più. Però se guardiamo la Premier League, i campioni attuali ci hanno messo anni per vincere, idem l'Inter o la Juventus, che anni prima hanno gettato le basi: sempre con gli stessi difensori, con Pirlo ecc. Per vincere con continuità bisogna costruire e ci vuole tempo. Il tempo è prezioso e bisogna acquisirlo vincendo. Dobbiamo vincere domani".
Sulle critiche a Modric ingenerose che sostengono faccia troppa fatica col suo calcio: "Si può capire. Non sempre riesce a pressare, ma c'è l'altra parte. Sa gestire i tempi della partita, momenti che capisce meglio degli altri. La squadra deve stare con la palla. Io devo decidere se a volte voglio più pressione, con lui magari ne abbiamo meno e gli avversari lo sanno, ma con lui abbiamo più controllo della palla. Nell'ultima abbiamo avuto poca pressione, ma più controllo. Perdi qualcosa e guadagni qualcosa. Il messaggio alla squadra è che possiamo perdere qualcosa, preferisco il pressing, ma con la palla dobbiamo essere bravi. Capisco le critiche, ma Modric è fortissimo con la palla e voglio che la squadra abbia palla".
Su Goncalo Ramos che non ha mai tirato e ha toccato pochi palloni, se è lui che ha sbagliato o la squadra non lo capisce ancora: "Non dobbiamo concentrarci su un giocatore. Siamo una squadra e dobbiamo fare meglio. Abbiamo perso tanti palloni senza pressione, significa che abbiamo problemi. Quando ha toccato palla non c'era una buona connessione e lui lo sa. Dobbiamo migliorare, ma come squadra. Ha fatto bene nelle prime due, non nell'ultima, ma sappiamo che può far bene. Tutti dobbiamo migliorare".
Se ha analizzato l'ultima partita insoddisfacente, se è stato un problema tattico o i singoli non hanno eseguito il piano gara: "Un po' di tutto. Certo che ne abbiamo parlato, abbiamo lavorato sugli errori. Abbiamo sbagliato alcune cose, ma non solo tatticamente. Siamo stati statici e con poca energia, che è importante per noi. Nel primo tempo abbiamo gestito bene la palla, ma negli ultimi 30 metri ci è mancato qualcosa. Abbiamo portato pochi giocatori in area. Sicuramente ci è mancata energia. Ho mostrato le immagini ai giocatori per spiegargli che le loro occasioni sono nate da nostri palloni persi, con passaggi poco puliti, anche non sotto pressione. Questa dinamica va cambiata e dobbiamo migliorare".
Alla prima Abate, alla seconda Stroppa e domani Gattuso, terzo grande ex contro e cosa proporrà di diverso e cosa ricordi di lui: "Loro sono molto veloci e sono aggressivi, con identità. Costruiscono a 4, hanno tre centrocampisti, Frattesi è stato un grande acquisto che aggredisce la porta. Due esterni forti con la palla e un grande attaccante. Si sentono a loro agio e sono fiduciosi dopo tre vittorie. Hanno iniziato benissimo la stagione con tre vittorie, nonostante avessero concluso male. Sono organizzati. Gattuso è una leggenda, e dimostra che il talento non è tutto. Serve passione e aggressività. Sono doti importanti e dovremo metterle in campo. Più che il talento negli ultimi anni abbiamo avuto poca passione, è un ottimo esempio per il nostro momento".
Quasi tutto pronto per la conferenza di Amorim alla vigilia di Lazio-Milan
Alle ore 14:000, presso la sala stampa di Milanello, la conferenza della vigilia di Lazio-Milan del nuovo allenatore dei rossoneri, il portoghese Rúben Amorim. È quasi tutto pronto per l'inizio dell'evento.
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