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Milan, nomine entro il fine settimana: decide Cardinale, ma ecco il vero ruolo di Ibrahimovic

Milan, nomine entro il fine settimana: decide Cardinale, ma ecco il vero ruolo di Ibrahimovic
La Gazzetta svela la svolta societaria del Milan: decisioni entro il fine settimana. Ecco il vero peso di Ibrahimovic e Cardinale nella scelta del tecnico
Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 

Oliver Glasner e Mauricio Pochettino sono i primi candidati per la panchina del Milan (qui tutte le notizie): con il primo c'è stato un contatto la scorsa serata, con il secondo ci sarebbe già un accordo (leggi qui). Al momento le strade possibili per i rossoneri sembrano due: il progetto Rangnick, con una riorganizzazione totale del club, contro l'opzione Pochettino. Entrambi sono impegnati al Mondiale, quindi bisognerebbe lavorare a distanza fino a metà luglio. Il tempo per le decisioni sta arrivando così come quello di fare chiarezza sui ruoli all'interno del Milan. Ecco dei dettagli.

Milan, il ruolo di Ibrahimovic e le tempistiche

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Come scrive il sito de La Gazzetta dello Sport, la struttura del Milan ad oggi è chiara: Gerry Cardinale è l'uomo delle decisioni finali, mentre Zlatan Ibrahimovic la persona con più potere nel processo di scelta. Calvelli ha raccolto i compiti lasciati dall'ex amministratore delegato Giorgio Furlani. La rosea racconta il fattore delle società di head hunting: professionisti specializzati nella ricerca e selezione di personale. Una è alla ricerca dei candidati per la panchina, l'altra alla ricerca dei profili dirigenziali, sottoponendo poi i profili a Cardinale, Ibrahimovic e Calvelli. Il quotidiano parla anche di scadenze per le decisioni: Rangnick vuole conoscere il suo destino prima dell'esordio al Mondiale e a inizio luglio ci sarà il raduno. Ci potrebbe essere una nomina per il Milan entro il fine settimana.


Due strade molto diverse

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Davanti al Milan resta un bivio importante per decidere il proprio futuro: scegliere la via Rangnick vorrebbe dire rivoluzionare tutto, fin dalle basi del settore giovanile rossonero. Questo affidandosi a una sola persona e al suo staff. Mentre l'opzione Mauricio Pochettino sarebbe molto più tradizionale e non porterebbe una rivoluzione pazzesca. In entrambi i casi è il fattore temporale a mettere dubbi sulle scelte del Milan: l'undici giugno iniziano i Mondiali con Rangnick e Pochettino protagonisti e il Diavolo ha bisogno di scelte veloci e decise visto che è già pesantemente in ritardo rispetto alle altre squadre in Serie A. Ad oggi, il Milan rischia di presentarsi al raduno di inizio luglio con ancora tantissimo lavoro da fare.