L'attaccante messicano si trasferisce in Portogallo in prestito con obbligo a 20 milioni di euro al verificarsi di due condizioni. Le sue prime parole

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Milan-Venezia, i tifosi sui social: "Ecco cosa serve dal calciomercato"

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La sessione di calciomercato si chiude con un addio pesante in casa Milan, che saluta ufficialmente Santiago Giménez. L'attaccante messicano classe 2001 si è trasferito ufficialmente al Porto, definendo un'operazione impostata sulla base di un prestito gratuito con diritto di riscatto, pronto a trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni sportive, fissato a 20 milioni di euro più ulteriori 2 milioni di bonus. Per il centravanti noto come il "Bebote", la nuova avventura nella Primeira Liga sotto la guida tecnica di Francesco Farioli rappresenta l'occasione immediata per il riscatto professionale, dopo un'esperienza a tinte scure all'ombra di San Siro che non ha rispettato le altissime aspettative della dirigenza rossonera.

Santiago Giménez, attaccante Porto, è stato ceduto dal Milan in questo calciomercato estivo 2026

I dettagli del riscatto: le due clausole che vincolano il Porto

L'accordo strutturato tra la dirigenza milanista e i Dragões prevede vincoli ben precisi per la spesa programmata nell'estate del 2027. Sono infatti due le condizioni tassative che faranno scattare l'obbligo di riscatto a titolo definitivo del cartellino da parte del club portoghese. La prima è strettamente legata ai risultati di squadra e riguarda la qualificazione del Porto alla prossima edizione della Champions League. La seconda clausola, invece, fa riferimento al rendimento individuale sul terreno di gioco, essendo subordinata al raggiungimento di un determinato numero di gol che il centravanti messicano dovrà mettere a segno nel corso di questa stagione in terra lusitana.

La fame del "Bebote" alla corte di André Villas-Boas

Subito dopo l'ufficialità del trasferimento, l'ex bomber del Feyenoord è stato presentato alla stampa e ha rilasciato le prime dichiarazioni ufficiali ai canali del club. Il classe 2001 non ha nascosto l'entusiasmo per la chiusura della trattativa, confessando che il desiderio di trasferirsi in Portogallo era enorme. Il messicano ha promesso ai suoi nuovi tifosi di dare la vita per la maglia biancoblu, sottolineando di sentire una fame immensa e un fuoco interiore che lo spingeranno a dimostrare tutto il suo reale valore. Rimasto già stregato dall'impatto visivo dell'Estádio do Dragão e dalle bellezze della città, l'attaccante ha dichiarato di voler scrivere pagine importanti nella storia del club.

Il bilancio deludente al Milan: i numeri di un investimento mancato

Un passaggio cruciale delle prime parole da giocatore del Porto è stato inevitabilmente dedicato al capitolo rossonero. L'avventura di Giménez con la maglia del Diavolo si chiude dopo 18 mesi avari di soddisfazioni, riassunti in un bottino complessivo di appena 7 reti e 6 assist spalmati su 37 presenze totali. Cifre decisamente troppo esigue per giustificare il massiccio investimento iniziale della società milanista, che per strapparlo al calcio olandese aveva sborsato oltre 30 milioni di euro. Il giocatore ha ammesso con grande onestà intellettuale le proprie colpe, spiegando che l'esperienza italiana, pur non avendolo visto esprimersi ai suoi livelli abituali, gli ha insegnato moltissimo e lo ha trasformato in una persona nuova, pronta a sfruttare questo nuovo inizio.

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