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“In Austria sono certi del rinnovo”: Bianchin fa il punto su Rangnick e svela la verità su Ibra e Cardinale

'In Austria sono certi del rinnovo': Bianchin fa il punto su Rangnick e svela la verità su Ibra e Cardinale
Il giornalista Luca Bianchin fa il punto sul futuro del Milan a Radio 24: i dettagli su Rangnick, Pochettino e l'asse Cardinale-Ibrahimovic
Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 

Il futuro dirigenziale del Milan è ancora un mistero (qui tutte le notizie in live): questi primi giorni di giugno sono molto caldi visto che i rossoneri devono trovare ancora nuovi dirigenti e il nuovo allenatore. Mentre Gerry Cardinale valuta i profili ideali per prendere l'eredità di Massimiliano Allegri (esonerato dopo Milan-Cagliari), le indiscrezioni che arrivano direttamente dai ritiri delle nazionali cercando di fare chiarezza su alcuni dei candidati per prendere in mano il futuro del club rossonero. A fare il punto della situazione è Luca Bianchin, giornalista de La Gazzetta dello Sport inviato nel ritiro dell'Austria, ha parlato a Tutti Convocati su Radio 24. Ecco le sue parole sulla situazione Rangnick-Milan.

Milan-Rangnick: le ultime da Bianchin

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"Rangnick verrebbe al Milan come DT e non come allenatore. In Austria sono convinti che rinnoverà con la Federazione. Pochettino è un forte candidato ma non può stare con Rangnick. Uno esclude l'altro. Cardinale e Ibra per me hanno discusso, parlato, hanno visioni magari un po' diverse, ma non c'è una tensione da dire "oddio dopo una settimana è già tutto diverso". Decideranno insieme l'allenatore, con Calvelli che deciderà più l'amministratore delegato".


Serve scegliere in fretta

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Il vero nodo per il futuro del Milan non è solo un fattore economico, ma anche di decisioni e compatibilità di scelte: l'eventuale innesto di una figura accentratrice come Ralf Rangnick nel ruolo di Direttore Tecnico, spingerebbe il Milan a prendere una scelta forte e decisa per il suo futuro. Ovvero mettere in mano di un solo uomo il destino del club: l'attuale CT dell'Austria deciderebbe i propri uomini e avrebbe una parola importante anche sull'allenatore (che potrebbe essere Glasner) che difficilmente sarebbe Pochettino. Il rischio che sta correndo il Milan è di attendere troppo: siamo già al 3 giugno e le altre squadre stanno correndo, mentre i rossoneri devono costruire tutto e il mercato estivo è di fatto già aperto.