Se dovesse diventare ufficiale il rifiuto della Uefa al Voluntary Agreement di Fassone e Mirabelli, l'arrivo a giugno dell'ex ct Conte si complicherebbe
E' una settimana ricca di batoste per il Milan, e quella che verrà forse lo sarà anche di più. La decisione dell'Uefa riguardo il Voluntary Agreement tiene tutto il popolo rossonero con il fiato sospeso. Da quella dipende un intero progetto, dipendono i futuri tre, quattro o addirittura cinque anni. L'indiscrezione trapelata negli scorsi giorni è stata smentita, ma questo non ha tranquillizzato gli animi. Le possibilità che il "no" anticipato dai giornali possa diventare un "sì" sono infatti minime.
Le conseguenze sarebbero tangibili fin da subito, fin dalla prossima estate. A partire dalla scelta del futuro allenatore, ammesso che Gennaro Gattuso non venga confermato. Il primo nome della lista è quello di Antonio Conte, ora al Chelsea. Da parte sua non erano mancati fin qui i segnali di apertura verso il Diavolo, ma potrebbe cambiare idea. L'ex ct della Nazionale, come scrive calciomercato.com, vuole costruire una squadra con le sue mani, e i "paletti" dell'Uefa potrebbero limitare, e non poco, la sua libertà. Per questo motivo sono sorti già alcuni interrogativi in un corteggiamento che forse sarà destinato a rimanere tale.
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