La conferenza stampa odierna di Montella, alla vigilia del fondamentale recupero di campionato contro il Bologna, ha fornito spunti di attenta riflessione in un momento delicatissimo del Milan, chiamata ad un immediato riscatto.
Mentalità
Il compito più difficile che spetta a Montella è quello di (ri)costruire una mentalità che sia simile alla storia del Milan.
Il gruppo di giocatori è disposizione di Montella deve necessariamente passare attraverso fasi di crescita che possono essere sia esaltanti (in proposito si veda lo spirito messo in campo a Doha ) sia deprimenti (i 5 punti accumulati nella ultime sette gare di campionato segnano un ruolino da zona retrocessione).
Ma il lavoro iniziato dal tecnico campano deve proseguire in modo serrato: la crescita positiva dei giovani e la responsabilizzazione del gruppo storico, che si sente finalmente parte di un progetto, sono votati alla compattezza di un gruppo che, solo unito, può superare le difficoltà.
Certo, il Milan di oggi, reduce com’è da annate difficili, è forse privo di campioni tali che cui aggrapparsi nel momenti di difficoltà; farsi però prendere dal panico, o dall’isteria, così come testimoniano le troppe (7) espulsioni rimediate tra campionato e Coppa Italia, è frutto di immaturità ma soprattutto non porta ad alcun risultato.
E’ necessario pertanto che l’intero ambiente si stringa compatto intorno alla squadra, trasmetta fiducia al tecnico e lo lasci lavorare con calma: serve imparare da come Berlusconi e Galliani che, in un Milan allora diverso ma comunque non privo di contraddizioni e polemiche, difesero il lavoro del primo Sacchi, impegnato a costruire la mentalità vincente del suo Milan.
Enrico Maggioni
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