Il Milan torna dalla trasferta al Dall'Ara con tre punti insperati, frutto di una gara dove ha evidenziato le sue armi migliori.

<strong>CUORE</strong>

Col cuore si vince, direbbe Tiziano Crudeli, e alla fine il Milan non solo porta a casa la pelle ma anche i tre punti. Oltre ai soliti Donnarumma, Ignazio Abate, Mario Pasalic e Suso, tra i tanti protagonisti di questa favola ci sono dei giocatori che hanno giocato pochissimo in questa stagione e che meritano quindi il doppio degli applausi. Cristian Zapata, criticato ingiustamente solo per aver indossato la fascia contro la Samp, si dimostra un difensore che se in serata può fermare anche Gonzalo Higuain. Il colombiano riesce ad arginare alla perfezione Mattia Destro, supportato da un eccellente Gustavo Gomez. Il paraguaiano, bene nelle ultime uscite e forse eccessivamente giudicato dopo la sconfitta col Napoli, torna a mostrare la sua “Garra” sudamericana, così come Leonel Vangioni. Il terzino, ex River Plate, alla sua prima da titolare dopo solo due spezzoni di gara, era stato già etichettato come un bidone, smentendo tutti con una prova di personalità in fase offensiva e di maturazione in fase di difesa. Il migliore in campo, secondo Montella e i tifosi rossoneri, dietro solo a Gerard Deulofeu, è Andrea Poli. Il centrocampista classe ’89 che ha recentemente superato le 100 presenze in rossonero, giunto alla sua quarta stagione con la casacca del Milan, mercoledì ha messo in campo tutte le sue qualità: senso della posizione, voglia di lottare su tutti i palloni e di combattere nonostante un piccolo infortunio rimediato nell’ultimo quarto d’ora. Lui, tifoso rossonero fin dalla nascita, dimostra il suo attaccamento a questi colori, aizzando la folla ad incitare la squadra nei minuti finali, e una professionalità unica non lamentandosi mai nonostante il poco spazio concessogli dall’aeroplanino. In effetti, dopo le prime due stagioni in cui ha giocato spesso da titolare con Massimiliano Allegri, Clarence Seedorf e Filippo Inzaghi, con Sinisa Mihajlovic, Christian Brocchi e Montella ha visto il campo molto poco, entrando sempre con la stessa voglia e lo stesso spirito quando è stato chiamato in causa. Poli, uomo simbolo di un Milan che ieri ha ritrovato la sua anima attraverso un grande cuore. VAI ALLA PROSSIMA SCHEDA

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