Milan in un pessimo momento: gioca bene ma non raccoglie risultati ed il gruppo ne risente. Passiamo in rassegna cosa non va in casa rossonera

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M'baye Niang, in gol alla sua prima partita interna al Watford, ha pagato con la cessione a metà stagione un rapporto con Montella iniziato tra mille proclami e terminato nel peggior modo possibile. Con un atteggiamento in campo svogliato del francese e le continue discussioni sulla posizione da ricoprire, il ruolo da svolgere, le panchine da digerire. E che dire di Carlos Bacca? Siamo passati dalla tripletta contro il Torino, ad i gol decisivi, da tre punti, spesso giunti al primo tiro in porta, ad un giocatore imborghesito, appesantito, incapace di correggere in rete, in tap-in, una palla che chiedeva soltanto di essere calciata verso la rete. Siamo passati, inoltre, dagli abbracci di inizio campionato tra Bacca e Montella all'ira dell'ex Siviglia nel momento dell'ennesima, giusta sostituzione commentata da un “ma perché togli sempre me?” smentito, con scarso successo, dai protagonisti. E poco importa se verrà celebrata la pace in una cena 'di facciata'. Quel che importa, per il Milan, sarà mettere da parte tutti blocchi psicologici e ricominciare, tutti, ad andare davvero d'amore e d'accordo. Per non rischiare di gettare a mare un'altra stagione.

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