Fabio Capello, ex dirigente-allenatore del Milan, ha inaugurato oggi su FoxSports la serie di speciali "Collezione Capello": si comincia con "Il Mio Milan"
DALLA PERFEZIONE...
Nel 1995, vincemmo il terzo scudetto di fila, giocammo un'altra finale di Champions contro l'Ajax: ci arrivammo con una rosa limitata dagli infortuni, l'ultimo era Savicevic, che si infortunò il giorno prima. La Gara fu equilibrata, misero dentro due giocatori che avrebbero fatto la differenza, con Ramaccioni capimmo che sarebbe stato impossibile.
Perché eravamo così forti: giocatori forti, fuoriclasse. CHiunque venisse a vedere i nostri allenamenrti era stupiti dal fatto che i giocatori si presentassero puntuali e dessero sempre al 100%. Erano abituati a star capricciose. Al Milan no: c'erano regole. I primi "problemi" arrivarono con Savicevic, che era abituato a non correre e a non rientrare. Discussi con Berlusconi, che vedeva in lui un fenomeno: "Presidente, quando Savicevic non corre o rientra, lo tolgo". Successe, e Savicevic capì: diventò un giocatore che faceva la differenza.
Mi godetti poco Van Basten. Ma lui in quel poco mi chiedeva sempre esercizi specifici in area di rigore. Come si impegnava quel giocatore... La difesa faceva allenamenti specifici sui movimenti in sincronia: lavoravano sempre per migliorarsi, avevano uno spirtito vincente, che sapeva soffrire al momento giusto. Per questo detiene un record ancora ineguagliato di 58 partite senza perdere.
CONTINUA NELLA PROSSIMA SCHEDA
SEGUICI SU: Facebook /// Twitter /// Instagram /// Google Plus /// Telegram
© RIPRODUZIONE RISERVATA