Nella sfida di domani contro la SPAL, il Milan avrà di fronte due suoi prodotti del vivaio, cioè Marco Borriello e Alberto Paloschi: fare attenzione è d'obbligo
ALBERTO PALOSCHI
Era il 10 febbraio 2008, quando il Milan non riusciva a sbloccare la partita contro un indomabile Siena. Ma il ragazzino di appena 18 anni, compiuti da poco più di un mese, entra, segna in 18 secondi e regala i tre punti ai rossoneri. Il ragazzino era Alberto Paloschi che subito venne battezzato con la nomea del nuovo Inzaghi. Certo, mister Ancelotti ci aveva visto giusto, il ragazzo aveva stoffa e lo ha dimostrato anche nelle stagioni successive, quando tra Parma, Genoa e Chievo realizza oltre 60 gol in 8 stagioni. Ma quell'etichetta di predestinato, di nuovo SuperPippo, beh, quella è sempre pesata come un macigno.
In rossonero Paloschi ha giocato poco, 9 gare segnando 4 gol, tutti da giovanissimo. Era normale aspettarsi quindi qualcosa in più. Negli ultimi anni, però, tra Swansea e Atalanta, poche partite e pochi gol. Ora Paloschi prova la rinascita alla SPAL e domani torna a San Siro, cioè lo stadio che appena maggiorenne lo ha coccolato, amato e mai dimenticato. Sarà dura tornare protagonista, ma ora l'importante è esserci, poi si vedrà.
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