Oggi Ronaldinho compie 36 anni: riviviamo la carriera dell'ex fantasista di PSG, Barcellona e Milan ricordandone i momenti più belli
MILAN
Con l'esplosione, tra le fila blaugrana, di un certo Lionel Messi, che un giorno ha dichiarato: “Quando ho realizzato il mio primo gol per il Barcellona, Ronaldinho, il più grande giocatore della storia del Barça, non mi ha soltanto passato il pallone, ma mi ha ceduto il testimone”, Ronaldinho viene ceduto al Milan per 21 milioni di euro più 4 di bonus in caso di qualificazione in Champions League dei rossoneri. Con il numero 10 saldamente sulle spalle di Clarence Seedorf, Dinho sceglie, per la sua avventura italiana, la maglia numero 80: segna il suo primo gol per il Milan nell'occasione più bella, il derby di Milano, mandando k.o. la forte Inter di José Mourinho con un colpo di testa chirurgico all'incrocio su assist di Kakà. Le sue giocate mandano in visibilio il 'San Siro' rossonero: segna la sua prima doppietta a Genova contro la Samp, ed il suo primo gol europeo nella Coppa Uefa 2008-2009 con una forte botta all'incrocio dei pali contro il Braga in pieno recupero. Chiude la sua prima annata con 10 reti in 36 gare.
L'anno seguente, vince il Golden Foot 2009 davanti a Raúl e Henry, e viene premiato dalla rivista 'World Soccer' come miglior giocatore del decennio 2000-2009 davanti a Messi e Cristiano Ronaldo. Il 17 gennaio 2010 segna la sua prima tripletta con il Milan, in una vittoria interna contro il Siena per 4-0, e, al termine di quella stagione, risulta il miglior marcatore rossonero con 15 gol, insieme a Marco Borriello, ed il miglior assist-man dell'anno con 17 suggerimenti per i compagni. Quando, però, sulla panchina del Milan arriva Massimiliano Allegri, gli spazi per Ronaldinho si riducono: il brasiliano gioca sempre meno, e, sei mesi dalla scadenza del suo contratto, lascia i rossoneri per tornarsene a casa.
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