Closing il 13 dicembre. Anzi no, resta Silvio Berlusconi. Ma qual è la reale situazione sulla cessione del Milan? Analizziamolo insieme con chiarezza

<strong>MILAN AI CINESI</strong>

Esiste, come noto, un contratto preliminare di vendita del club, firmato lo scorso 5 agosto, che prevede il trasferimento del 99,93% del Milan (lo 0,07 % appartiene ai piccoli azionisti) dalla Fininvest al fondo cinese 'Sino-Europe Sports', che si era impegnata a versare, nell'ordine, 15 milioni alla firma, altri 85 milioni entro un mese, più 420 milioni al momento del 'closing' dell'operazione. Inoltre, i cinesi avrebbero garantito il pagamento, in toto, dei debiti del Milan, stimati in 220 milioni, e di investire, nell'arco delle successive tre stagioni, 350 milioni di euro sul mercato. Costo totale dell'operazione di acquisizione del Milan, di poco superiore al miliardo di euro. Bene: i primi 100 milioni di 'caparra' sono stati versati, e si trovano già come deposito cauzionale, non toccati, nelle casse di Fininvest. Mancano, per cedere il Milan, i 420 milioni da versare nel momento del closing: si attendono le autorizzazioni del Governo cinese per l'esportazione di questi capitali dalla Cina (sempre ammesso che i soldi siano stati raccolti tutti …) per chiudere l'affare. La data fissata per il closing sarebbe quella del 13 dicembre, in concomitanza con quella dell'assemblea dei soci del Milan: se entro il 5 dicembre, quindi una settimana prima del closing, arrivasse l'ok per questi capitali, il Milan, come da contratto, passerebbe ai cinesi. E Berlusconi non dovrebbe far altro che sottostare a quanto accettato da lui e Fininvest oltre tre mesi fa.

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