Il Milan ha finito l'anno con una bella vittoria in casa del Frosinone: ora si prospetta un 2016 di fuoco. Ecco i tre obiettivi da non fallire
3-SOCIETA'
1 – Ristrutturazione della società. In assoluto, si tratta del passo più importante, ma anche più difficile, che il Milan dovrà necessariamente compiere nel nuovo anno. Innanzitutto, bisognerà capire se, come e quando andrà in porto la cessione del 48% delle quote societarie alla cordata di imprenditori orientali che fanno riferimento all'imprenditore thailandese Bee Taechaubol. Un accordo che, sulla carta, esiste dalla scorsa estate, con tanto di preliminare di acquisto siglato, ad agosto, in Sardegna da Silvio Berlusconi e dallo stesso Bee. La conclusione di questa maxi operazione finanziaria, che la famiglia Berlusconi ha deciso di avallare soprattutto perché consentirebbe al Milan di espandere il proprio brand nei mercati orientali e perché rivitalizzerebbe le casse del club con un'iniezione da 480 milioni di euro, ancora non avviene: slittata di mesi in mesi (si dice per le difficoltà di Bee Taechaubol nel reperire tale somma), dovrà, giocoforza, concretizzarsi nell'anno nuovo. Anche perché staff dirigenziale, tecnico, giocatori e tifosi meritano un po' di chiarezza. Già il fatto che il closing non sia avvenuto entro dicembre 2015 impedirà, di fatto, di poter disporre dei capitali orientali per rinforzare la squadra sul mercato. Ma l'affare Berlusconi-Taechaubol non è il solo grande cambiamento che ci si attende in casa Milan. Andrebbe, difatti, affrontata una volta per tutte la questione relativa alla presenza del doppio amministratore delegato in casa rossonera: tra Adriano Galliani, in forte ascesa, e Barbara Berlusconi, le cui quotazioni al contrario sono in forte picchiata, la convivenza non sembra proprio possibile. I tifosi spingerebbero per un prepensionamento di Galliani, sovente accusato di non aver saputo spendere bene, sul mercato estivo, i 90 milioni messi a disposizione di Fininvest ma se Berlusconi padre ha, spesso e volentieri, fustigato le ambizioni di crescita della figlia (vedasi, ad esempio, il dietrofront sul progetto di stadio del Milan al Portello), qualcosa vorrà pur dire. Il 2016 dovrà dire, una volta per tutte, quale strada vorrà intraprendere l'A.C. Milan anche nelle più alte sfere societarie: si resterà legati all'usato garantito, o forse si sceglierà di spingere la società verso il futuro? Di nuovo che avanza (Paolo Maldini?) ce ne sarebbe anche in abbondanza.
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