Dopo la scialbo pareggio contro il Carpi, sono diverse le cose che non vanno in questo Milan. Analizziamole nel dettaglio.
Atteggiamento tattico
Oltre alla testa, c’è un’altra cosa che le grandi squadre tengono alta: la difesa. In questo modo è possibile imporre le proprie idee tattiche e muovere la difesa avversaria per trovare la verticalizzazione giusta. Anche in questo atteggiamento, il Milan si è mostrato insufficiente. Certo è accaduto più volte che i difensori si trovassero a palleggiare intorno al centro del campo, ma più per mancanza di idee che per seguire una precisa strategia d’attacco. Il Milan avrebbe dovuto gestire il possesso e pianificare attacchi corali. Al contrario, si è mostrato squadra in attesa di chissà cosa, forse di un colpo di genio di un suo giocatore, che però non è mai arrivato. Se Cerci è sembrato aver perso lo spunto delle prime partite da titolare, Bonaventura era troppo chiuso per inventarsi qualcosa. Così il Milan, aspettando un Godot che non si è palesato, è rimasto incartato nella gabbia tattica del Carpi.
Federico Graziani
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