La stampa e gli ex lo attaccano: tutti quindi sembrano essere concordi: "Galliani è bravo, ma ha bisogno di un DS che valuti i giocatori"
E' un periodo non proprio positivo per l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani. Attaccato da più parti, difeso da pochi, il Condor rossonero sembra attraversare uno dei momenti più difficile da quando è nella dirigenza rossonera. Forse il terzo, dopo quelle dimissioni, poi ritirate o congelate nel 1995 e non più tardi di due anni fa, quando le divergenze con Barbara Berlusconi lo avevano portato, il 29 novembre 2013, a pensare seriamente di lasciare il Milan, cosa poi scongiurata dall'intervento di Silvio Berlusconi in persona. I maligni subiti hanno motivato questa marcia indietro come una scelta puramente economica, con una super buonuscita che il club non poteva garantire a Galliani. Fatto sta che da due anni, l'Ad rossonero ha riacquistato forza e autonomia, come nei vecchi tempi.
E' un ottimo dirigente, Adriano Galliani, ma i tanti impegni, le tante amicizie, i tanti procuratori incontrati in quasi trent'anni di rossonero, potrebbero costringere la società rossonera ad affiancargli una figura di valore che possa sgravare dei probanti impegni di mercato e di valutazione dei giocatori, il buon Adriano. Sono tanti gli attacchi o pseudo tali che si sono registrati negli ultimi tempi. Da quel 29 novembre è partita innanzitutto la crociata della Curva Sud Milano, che non perde occasione per criticare l'operato di Galliani nella gestione della squadra e delle finanze del club. Nelle ultime ore anche grandi ex rossoneri hanno detto la loro sulla particolare situazione del Milan e dell'amministratore delegato del Milan. Prima marginalmente Demetrio Albertini (QUI le sue parole), che parla di una squadra rossonera come di un cantiere aperto. Poi il grande ex capitano Paolo Maldini, che ha così sentenziato: "E' un grandissimo dirigente ma è un po' carente del decidere e nel valutare i giocatori. Lì dovrebbe essere affiancato"(QUI le sue parole). Stesso discorso per Boban che parla di una mancanza di un vero e proprio Ds (QUI le sue parole), come anche le affermazioni di Costacurta (QUI le sue parole), e Trapattoni, che si schierano tutti dalla parte dell'ex capitano. Ma non solo pareri di ex giocatori del Milan. Anche l'ex avversario di tante battaglie, Beppe Bergomi, parla di Galliani come di un dirigente che "non ha mai un guizzo sul mercato" (QUI le sue parole). Anche la stampa lo attacca e tutti quindi sembrano essere concordi nel dire che "Galliani è bravo, ma ha bisogno di un DS che valuti i giocatori". Tempi duri quindi per l'Ad del Milan, oggi difeso in parte solo da Pier Paolo Marino (QUI le sue parole).
Tutti i problemi del Milan sono dunque riconducibili a lui? L'uomo solo al comando ora non basta più? I risultati diranno la verità sulla questione: ora si spera che questa non si trasformi nell'ennesima stagione di transizione come lo è da un paio d'anni a questa parte ma che si svolti presto per dare tranquillità ad un ambiente che da troppo tempo vede tutto nero.
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