Il giornalista sportivo promuove il potenziale rossonero, ma sottolinea i limiti emersi nel finale contro l'Atalanta e il lavoro che attende Rúben Amorim
"Sarri, è l'ora della pensione!", poi il giudizio sui cambi di Amorim: Milan-Atalanta, le reazioni social
Il Milan ha dimostrato di avere qualità, ma il finale della sfida contro l'Atalanta ha evidenziato alcuni limiti ancora da correggere. È questa l'analisi di Stefano De Grandis, intervenuto negli studi di Sky Sport 24 per commentare il successo rossonero per 3-2.
Milan, De Grandis analizza il calo contro l'Atalanta
La prestazione del Milan contro l'Atalanta ha mostrato due volti. Per oltre un'ora i rossoneri hanno dominato la partita, offrendo una prova convincente; nel finale, però, la squadra ha perso compattezza e ha rischiato di compromettere il risultato, concedendo agli avversari diverse occasioni per trovare il pareggio.
Un calo che, secondo De Grandis, deve rappresentare un campanello d'allarme per Rúben Amorim. L'allenatore dovrà lavorare sull'atteggiamento della squadra, sulla solidità difensiva e sulla gestione del centrocampo, evitando che il Milan lasci troppo facilmente l'iniziativa agli avversari.
"Potenziale per arrivare tra le prime quattro"
Nel suo intervento, De Grandis ha sottolineato come il finale della gara abbia messo in evidenza aspetti ancora da migliorare. Anche la reazione di Adrien Rabiot, che nel post-partita ha criticato il calo della squadra, testimonia la consapevolezza del problema all'interno dello spogliatoio.Il giornalista ha comunque riconosciuto le qualità della formazione rossonera, distinguendo il potenziale della squadra dai risultati che potrà effettivamente raggiungere a fine stagione.
La corsa alla qualificazione in Champions League resta dunque un obiettivo alla portata del Milan, ma per ambire a traguardi importanti servirà maggiore continuità nell'arco dei novanta minuti. Il successo contro l'Atalanta ha confermato le qualità dei rossoneri, mentre il finale ha ricordato ad Amorim quanto lavoro resti ancora da fare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA