Duttilità e umiltà: queste le qualità principali di Bonaventura, sempre più imprescindibile nel progetto rossonero. Conosciamo meglio la sua storia...
IN PIAZZA
Insomma, Bonaventura sembra destinato a giocare in provincia per sempre. Ma nel 2005 incontra nella piazza di San Severino Marche (il suo paese) Alessio Pala, ex allenatore delle giovanili dell'Atalanta e suo primo scopritore. Jack lo riconosce, lo prende per un braccio e gli chiede:"“Si ricorda di me, mister?”. “Certo che mi ricordo”. Bonaventura è stanco di giocare nel Tolentino. Ma le porte di Zingonia sembrano chiuse a chiave per lui. La soluzione è quella di mandarlo in Toscana, al Margine Coperta, società satellite dell'Atalanta. Bonaventura accetta. Sotto la guida di Antonio Bongiorni (ds del Margine Coperta e osservatore nerazzurro) incanta e dopo poco viene chiamato alla casa della Dea. Jack ce l'ha fatta. VAI ALLA PROSSIMA SCHEDA
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