Dai proclami sulla dignità alle lamentele seriali: com'è cambiata la gestione delle polemiche da parte di Cristian Chivu, allenatore dell'Inter

- Milano
Chivu, sfogo coi tifosi: "Rispettate chi lavora, sennò andate a Milanello"

Chivu, sfogo coi tifosi: "Rispettate chi lavora, sennò andate a Milanello"

Memoria corta o semplice convenienza? Basta riavvolgere il nastro di qualche mese per rimettere in fila le grandi lezioni di stile dispensate l'anno scorso, quando Cristian Chivu condannava con fermezza le lamentele dei suoi colleghi. Peccato che, alla sua seconda stagione sulla panchina dell’Inter, il registro sia cambiato radicalmente. Alibi, scuse e proteste sono ormai all’ordine del giorno.

Cosa diceva Chivu l’anno scorso

L’atteggiamento di Chivu, all'indomani del suo insediamento all’Inter, era di quelli che puntavano a fare la morale a tutto il movimento calcistico italiano:
"Io non verrò mai a lamentarmi in conferenza per episodi arbitrali. Ho una dignità e qui lotterò per cambiare mentalità perché in Italia siamo sempre abituati a piangere".
Cristian Chivu e il rapporto complicato con le polemiche

E rincarava la dose con una frase che poche settimane dopo gli si sarebbe ritorta contro:

"Le lamentele sugli arbitri? Ne inizierò a parlare quando vedrò un allenatore ammettere un episodio a favore”.

Il caso Bastoni ha cambiato tutto

Le belle intenzioni durano il tempo di un episodio a favore. Lo scorso 14 febbraio, in occasione di un infuocato Inter-Juventus, va in scena il capolavoro della simulazione: Bastoni accentua in modo imbarazzante e fa espellere Kalulu. Tutta Italia urla allo scandalo, tranne una persona: Chivu, di fronte all'indifendibile, prova a capovolgere la realtà nel post partita:
"E' un tocco leggero ma è pur sempre un tocco, bisogna dirlo, il mio giocatore sente la mano dopo un anticipo, è la decisione dell'arbitro, un giocatore di esperienza come Kalulu forse avrebbe dovuto lasciare le mani a casa".

Da lì in poi, la pioggia di giustificazioni non si fermerà più.

Le frasi che dice oggi: tra episodi e ingiustizie

Oggi il copione è l'esatto opposto di quello predicato un anno fa. Questi gli alibi trovati dopo la sconfitta nel derby contro il Milan:
"È una partita persa per episodi, però abbiamo cercato di rimanere sempre in partita. Bonny fino alle 16:30 di sabato aveva ancora la febbre, l'abbiamo recuperato in extremis nonostante uno stato di debolezza cronico, con vomito e febbre alta. Pio si è ripreso, ma anche lui non era al meglio".

Ma il vero capolavoro arriva dopo la vittoria per 2-1 contro la Fiorentina. Nonostante i nerazzurri abbiano portato a casa i tre punti proprio grazie a un calcio di rigore assegnato per un contatto tra Pongracic e Thuram nel finale, Chivu è riuscito a trovare il modo di recitare la parte della vittima di un sistema ostile:

"Siamo stati più forti delle ingiustizie, ci hanno dato forza".

Dalla crociata contro il "si piange sempre in Italia" alla continua ricerca di alibi e torti arbitrali: caro Chivu, sei ancora sicuro di ciò che dicevi l’anno scorso?

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