L'analisi del momento del Milan: dal coinvolgimento emotivo di Gerry Cardinale agli investimenti sul mercato, passando per alcune cose ancora da correggere

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Milan, il cappello di Gerry Cardinale

Cardinale a Milanello con il cappello: "Make Milan Great Again" | VIDEO PM

Il repulisti dello scorso 25 maggio - con il licenziamento in tronco di Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada e Igli Tare - ha inaugurato una nuova era in casa Milan. A distanza di pochi mesi, il volto del club è profondamente mutato tra presenze fisse, investimenti record e un cambio di mentalità totale: ecco cosa sta funzionando e su quali aspetti c'è ancora da lavorare

Milan, gli investimenti sul mercato

I primi segnali di cambiamento sono arrivati in estate. Nella finestra estiva 2026, il Milan ha speso 164 milioni di euro a fronte di un incasso di 87 milioni. A sorprendere, però, è stata soprattutto la gestione delle operazioni. Niente più telenovele infinite e ripiegamenti su seconde scelte: obiettivi chiari e trattative lampo. Qualcuno sta confermando le aspettative (ad esempio Moreira e Gila), altri sembrano ancora un po' in ritardo (vedi Ramos), ma la strada intrapresa sembra finalmente quella giusta.
Al Milan è cambiato (quasi) tutto negli ultimi mesi

Cardinale ha cambiato atteggiamento

La promessa estiva è stata rispettata: Cardinale sta seguendo assiduamente la squadra tra San Siro e Milanello, con una presenza in Italia che è diventata una consuetudine. Nelle prime quattro stagioni alla guida del club, il proprietario non ci ha quasi mai messo la faccia, mentre ora sta diventando a tutti gli effetti il volto del Milan. Il riscaldamento seguito da bordocampo è ormai un rito condiviso, così come il cinque ai giocatori prima di ogni partita.

Il timore dei tifosi rossoneri è sempre stato quello che Cardinale fosse soltanto un uomo di business. Da un po' di tempo a questa parte, però, il patron sembra aver finalmente sposato la causa: "Mi sono fatto coinvolgere emotivamente, per me è diventata una questione personale", ha dichiarato prima del derby. Competenze imprenditoriali, visione e coinvolgimento emotivo potrebbero essere la ricetta giusta per dare al Milan il futuro che merita: tornare ad essere una grande del calcio europeo.

Amorim è la strada da seguire

Può piacere o meno, ma la scelta di Ruben Amorim è perfettamente coerente con i cambiamenti che sta attraversando il club negli ultimi mesi. Il Milan è passato da un calcio ormai d'altri tempi come quello di Allegri a uno più moderno e divertente come quello dell'ex Manchester United. L'importante è non sconfessare tutto alle prime difficoltà, che sicuramente arriveranno prima o poi: Cardinale dovrà proteggere il suo 'Top Gun' dagli attacchi esterni, cosa che per ora sta facendo.

L'obiettivo non è più il quarto posto: ora si gioca per vincere

Il Milan deve sempre puntare allo scudetto: lo ha detto Cardinale e lo ha ribadito Amorim. Sì, perché la retorica del "puntiamo quarto posto" ha stancato i tifosi. Allegri ha ribadito per tutta la stagione che l'obiettivo era entrare tra le prime quattro, salvo poi fallire clamorosamente la qualificazione in Champions League all'ultima giornata. Ora si gioca per vincere, poi, se il titolo dovesse sfumare, si può iniziare a pensare al quarto posto. "Mira alla luna. Male che vada, ti ritroverai tra le stelle", diceva Les Brown, uno dei più grandi speaker motivazionali della storia.

Cosa bisogna ancora migliorare?

I punti deboli da correggere sono principalmente due:
  • Livello della squadra: soprattutto per quanto riguarda le seconde linee.
  • Assetto dirigenziale: si è optato per una linea di continuità interna dopo i licenziamenti di Furlani, Tare e Moncada.

Cardinale è già al lavoro su entrambi gli aspetti. Per quanto riguarda l'impianto dirigenziale, entro dicembre il Milan annuncerà Markus Krösche come nuovo Head Of Football. Insieme al dirigente tedesco dovrebbe arrivare anche un direttore sportivo: il nome in pole è quello di Timmo Hardung, attuale DS dell'Eintracht Francoforte. Lato organico, il club rossonero tornerà sul mercato nelle prossime finestre di trasferimenti per completare l'opera di rafforzamento iniziata in estate. A gennaio dovrebbero arrivare un difensore e un vice-Ramos, mentre la prossima estate si andranno a rinforzare anche il centrocampo, la trequarti e le corsie laterali.

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