Il Milan di Giampaolo: rilanciare Silva, scommettere su Biglia e la certezza Paquetà

Il Milan di Giampaolo: rilanciare Silva, scommettere su Biglia e la certezza Paquetà

Dalle pagine de ‘La Gazzetta dello Sport’, ecco il nuovo Milan firmato Marco Giampaolo: chi resta e chi va via. Obiettivo rilanciare Andre Silva

di Alessio Roccio, @Roccio92

ULTIME MILAN – Il nuovo Milan di Marco Giampaolo è nato sul mar Adriatico. Durante le sue vacanze in catamarano davanti alle isole greche ha saputo dell’interesse e poi della volontà dei rossoneri di portarlo a Milano come nuovo tecnico, poi dalla sua Giulianova ha iniziato a studiare quella che sarà la sua nuova squadra.

Giampaolo è famoso per essere un tecnico innovatore, un insegnante di calcio e del bel gioco, un propositore e un meticoloso lavoratore. Per lui è abitudine lavorare col materiale che ha a disposizione e valorizzare il talento di ogni singolo. Il suo modulo è un 4-3-1-2 decisamente diverso dal 4-3-3 di “gattusiana” memoria a cui i milanisti si sono abituati nelle ultime (quasi) due stagioni.

L’ex tecnico della Sampdoria non boccerà nessuno a priori, ma anzi valuterà tutti con molta attenzione. Ognuno darà il proprio esame, anche chi come Biglia e Kessie sembrano sul punto di partenza, poi sarà il professor Giampaolo a giudicare e decidere se saranno pronti per rimanere o meno. E’ noto che il tecnico abruzzese punti forte sulla tecnica, i piedi buoni e grande velocità là davanti.

Chi è esperto in una materia, sarà valutato anche in un’altra. Per questo si proverà Suso trequartista e Calhanoglu centrale di centrocampo. Si cercherà di rilanciare il portoghese Andre Silva, a fianco di Piatek, e si affiderà sull’esperienza e la tecnica di Lucas Biglia in mezzo al campo. Chi non avrà problemi ad essere confermato sono Romagnoli, Paquetà e Bonaventura, con Giampaolo che sarà lì ad aspettarlo una volta recuperato dall’infortunio.

Poi ci sono gli uomini che lui conosce già. Torreira e Praet sono gli elementi che Giampaolo rivorrebbe con sé a Milanello: il prezzo del primo è un serio problema, mentre il secondo – complice anche la necessità della Sampdoria di vendere – può essere più accessibile.

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