Nel pomeriggio di oggi, poi la notizia sulle condizioni del croato dopo gli esami strumentali che hanno evidenziato una frattura dello zigomo sinistro che richiederà un intervento chirurgico, previsto nelle prossime ore. In questo contesto, con i Mondiali alle porte e l'obiettivo rossonero ormai quasi raggiunto, è difficile ipotizzare che l'ex Real Madrid scenda di nuovo in campo in questa stagione.
Modrić k.o. apre le porte al riscatto di Jashari
—Ardon, ora tocca a te. Con l'infortunio del Pallone d'Oro 2018, lo svizzero arrivato la scorsa estate per circa 34 milioni di euro più bonus dal Club Brugge può finalmente trovare i minuti e la continuità di utilizzo che non ha mai avuto durante la stagione, principalmente per due motivi. Il primo è l'infortunio al perone che gli ha fatto saltare la preparazione e tutta la prima parte di stagione, il secondo è la presenza di Modrić che ha sempre mantenuto un livello talmente alto di prestazioni che lo hanno elevato a intoccabile anche a 40 anni di età.
Ora la situazione è cambiata e Jashari ha una possibilità da sfruttare a pieno. Le ultime quattro partite di campionato diventano un banco di prova decisivo. Non solo per il Milan, impegnato a blindare la qualificazione in Champions League, ma anche per il futuro dello stesso calciatore svizzero. Perché il dubbio sulla sua permanenza esiste. Ora ha la possibilità di dimostrare le sue qualità e di far vedere che può essere un giocatore da Milan.
Quello che serve ora è personalità. Non basta 'fare il compitino': serve prendersi responsabilità, chiedere il pallone, verticalizzare, rischiare la giocata. In altre parole, fare ciò che finora si è visto solo in brevissimi tratti. Il Milan ha bisogno di energia e idee nuove in mezzo al campo, e Jashari ha le caratteristiche per offrirle, soprattutto in una fase in cui la squadra fatica a creare occasioni. Quattro partite possono sembrare poche, ma quando ne hai giocate solo 14 in stagione (di cui molti spezzoni e basta), possono cambiare tutto. Jashari lo sa: questo è il suo momento e sta a lui decidere se coglierlo al volo o lasciarlo scivolare via.
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