Un omaggio a un grande campione come Zlatan Ibrahimovic: domani il Milan in campo nella prima partita dopo il suo ritiro. Quanto mancherà?

Quanto mancherà Zlatan Ibrahimovic al Milan? E quanto mancherà il Milan a Zlatan Ibrahimovic? Difficile a dirsi adesso. Servirà tempo e la riprova del campo, oltre che delle emozioni. Da oggi, però, inizia una nuova era dopo il ritiro dello svedese: giocatori e allenatori saranno un po' più soli senza il carisma del Campione con 'C' maiuscola. Vogliamo omaggiare Ibra ripercorrendo la sua carriera e ricordando il toccante addio al calcio. Il Milan gli era entrato dentro, trasformandolo in un simbolo del Milanismo

Zlatan Ibrahimovic, il vichingo di Milano

Il suo carattere è duro e tenace, il suo animo, coriaceo e combattivo, rievoca il tipico temperamento battagliero degli intrepidi vichinghi scandinavi, sempre rudi e impavidi di fronte al pericolo, proprio come i protagonisti dei racconti di avventura e narrativa.Zlatan Ibrahimovic nasce a Malmoe, Svezia, il 3 ottobre 1981 da padre bosniaco e madre croata. Attaccante talentuoso e molto potente fisicamente, 195 cm di altezza per 95 kg di peso, di ruolo punta centrale, inizia a tirare i primi calci al pallone all'età di 5 anni, dimostrando fin da subito quale fosse la sua vocazione.
ritiro Zlatan Ibrahimovic AC Milan Milan-Verona 3-1 Serie A 2022-2023

Il ghetto, l'Ajax e l'Italia

Ricorda sorridendo la madre Jurka: "Era sempre là a giocare. Non so quante volte i vicini sono venuti a lamentarsi del pallone che finiva immancabilmente nelle loro siepi". In effetti i campi di calcio del quartiere di Rosengård – incastonati fra le case e i palazzi - per lui erano già gli stadi di San Siro o di Wembley.

Quando arriva al Milan, nel campionato 2010/2011, dove rimane per due stagioni, di ritorno in Italia dopo le esperienze precedenti - prima alla Juventus e poi all'Inter - Zlatan contribuisce in maniera determinante alla conquista del 18' scudetto del Diavolo, dopo una cavalcata trionfale, completando l'opera - nello stesso anno - con il trionfo in Supercoppa Italiana a spese dell'Inter, mancando tuttavia di un soffio il titolo nazionale con i rossoneri nella stagione 2011-2012.

PSG e United, il crack

Tuttavia, a causa di problemi nel bilancio societario rossonero, nell'estate 2012 Zlatan viene ceduto inaspettatamente ai francesi del PSG, cui si legherà per 4 stagioni, per poi approdare in Inghilterra, nella stagione 2016-17, dove lo attendono i Red Devils del M.United in Premier League. Proprio nel corso di questa stagione, Ibra subisce il primo grave infortunio della sua carriera, ed è costretto a terminare anzitempo la sua esperienza britannica, non prima però di aver ottenuto la vittoria dell'Europa League con la squadra inglese a fine stagione.

Ibra: "Ora tornate pure a guardare il baseball"

Nell'estate 2017 Ibra assapora quindi anche l'esperienza del soccer statunitense, giocando a Los Angeles con i Galaxy per due stagioni, facendosi così conoscere anche dal pubblico di Oltreoceano. Nella stagione 2019-20, esattamente il 27 dicembre 2019, viene ingaggiato nuovamente dal Milan, che lo lega a sé con un contratto iniziale di soli 6 mesi. La nuova esperienza rossonera fa vivere una nuova giovinezza calcistica ad Ibra, che torna ad essere un giocatore fondamentale in campo e anche trascinatore dei compagni fuori dal campo.

Ibrahimovic torna al Milan: "Qui per aiutare"

A gennaio 2020, nel corso della sua conferenza stampa di presentazione a Milanello, Ibra dice ai quotidiani: “Sto tornando in un club che rispetto enormemente e in una città che amo. Lotterò con i miei compagni di squadra per cambiare il corso di questa stagione e farò di tutto per centrare i nostri obiettivi”. E così avviene. Alla fine del campionato 2020-21 il Milan centra infatti la qualificazione ai gironi di Champions League, dopo un digiuno durato ben 8 stagioni, grazie soprattutto ai gol del suo ritrovato campione. Ma questo è solo l'incipit di qualcosa di straordinario che avverrà nella stagione dopo, campionato 2021-22.

Pioli su Ibrahimovic: "E' il faro"

Dirà mister Pioli su di lui: “È il faro della squadra. E’ una manna dal cielo avere un giocatore del genere, perché aumenta sempre la qualità degli allenamenti”, proprio per sottolineare l’importanza del suo ruolo da uomo spogliatoio e guida. Pur con un ginocchio ridotto ai minimi termini, nella partita che più di tutte avvicina il Milan al 19' scudetto, disputata a Roma contro la Lazio ad aprile 2022, un Ibra sia pur malconcio e incerottato riesce a lasciare il segno e ad essere emblema e anima di questa squadra.

Uno scudetto dedicato a Raiola

Veni, vidi, vici, come 11 anni prima. Il trionfo più bello da dedicare all’agente, amico e mentore Mino Raiola, che era scomparso poche settimane prima della conquista del titolo: “Mi disse che ero l'unico che poteva salvare il Milan; questa squadra aveva bisogno di un pilota che li guidasse, sono arrivato io, l'ho fatto e abbiamo vinto”. Ibra rivince così lo scudetto con il Milan all'età di quasi 41 anni. “Oggi Dio è triste...”. Inizia così la sua conferenza stampa di addio al calcio giocato – nella press room di S.Siro - subito dopo l'ultima gara stagionale con il Milan, lo scorso 4 giugno, nella quale Ibra non è sceso in campo per via dei postumi legati all'ennesimo infortunio, un autentico calvario che ha condizionato tutta la stagione - appena conclusa - del fuoriclasse svedese, un calvario che lo ha spinto a maturare la triste decisione di appendere le scarpette al chiodo all'età di 41 anni e mezzo.

Ibra: "Mi avete dato felicità e amore"

Quella sera stessa, dinanzi ad un S.Siro stracolmo, Ibra afferma: “La prima volta che sono venuto al Milan, mi avete dato la felicità. La seconda volta mi avete dato l’amore ”, proprio a testimonianza del grande legame affettivo che da sempre unisce il campione svedese con i tifosi milanisti, che non lo hanno mai dimenticato nel corso degli anni trascorsi lontano dalla Milano rossonera e che avranno sempre un posto per lui nel cuore. Da oggi comincia una nuova era. Lukaku-Milan, pista viva: i retroscena >>>

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(Testi e consulenza storica a cura di Giovanni Labate)

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