Peppe Di Stefano, giornalista sportivo, ha voluto fornire dei dettagli su quella che sarà la nuova struttura del Milan...
Il Milan cambia ufficialmente pelle, e non si tratta solo di una questione legata esclusivamente al campo. Dietro le quinte del diavolo è in atto une vera e propria metamorfosi voluta fortemente da Gerry Cardinale, patron del Milan. A fare il punto della situazione ci ha pensato Peppe Di Stefano, giornalista di Sky Sport che, in diretta televisiva, ha voluto analizzare i temi in casa Milan.
Milan, rivoluzione in corso: le ultime da Di Stefano
Secondo Di Stefano, il Milan ha deciso di tagliare definitivamente qualsiasi tipo di collegamento con la tradizione del calcio legata al nostro Paese. L'americano, infatti, sta cercando di adattare al Milan una filosofia ben diversa:"Inutile girarci intorno: il modello italiano a questo Milan non piace. La struttura classica con presidente, amministratore delegato, direttore sportivo e allenatore non piace. Probabilmente piace più quella anglosassone.
Come punto di riferimento, infatti, Di Stefano fa l'esempio del Liverpool. L'obiettivo della proprietà americana è quello di replicare la struttura base dei Reds, dove i poteri sono spalmati tra proprietari, CEO e allenatore dove ognuno ha un compito ben preciso ed esclusivo: c'è chi si occupa solo ed esclusivamente delle trattative, chi fa le scelte strategiche e chi si occupa dello scouting:
Se si va a vedere il modello Liverpool - non sto paragonando uomini o aspetto economico, parlo solo di struttura di base - è il modello che sta provando a replicare questo Milan. Avere una triade a capo di tutto, proprietario, CEO e allenatore, e poi avere una squadra che fa solo esclusivamente la parte sportiva e di mercato, con un uomo che fa solo trattative, uno che fa solo le scelte e un uomo che fa solo scouting. Sono due modi totalmente diversi di lavorare"
Seguendo questo modello, il potere andrebbe suddiviso in:
- Guida tecnica: Amorim guiderà la squadra
- Scouting: l'area verra affidata a Lomonte, il quale risponderà a Bobby Gardiner
- Trattative: la fase operativa del mercato sarà affidata, invece, ad Almstadt
Questa rivoluzione, poi, impone anche un cambio di pensiero per tutti i tifosi, ancora legati a vecchie figure storiche che, almeno attualmente, non vedremo più.
"Credo sia stato fatto un abito e poi è stato trovato chi potesse indossarlo. Ora c’è una certezza in questo disegno: c’è un volto nuovo, quello di Ruben Amorim, e poi c’è soltanto un rimescolamento di figure interne. Se sono state scelte di ripiego lo dirà solamente il tempo. Dovremo cambiare anche un po’ noi nel pensiero. Non c’è più l’Adriano Galliani che fa il campo, parla con l’allenatore e fa le trattative e sceglie i giocatori insieme ad Ariedo Braida. È una struttura diversa, dove c’è un capo scout, Lomonte, che riporta esclusivamente a Bobby Gardiner, che sarà il responsabile dei giocatori da proporre, con Hendrik Almstadt che andrà a svolgere le trattative".
Il Milan di oggi, infatti, è un'azienda moderna, specializzata e frammentata nei compiti. Il nuovo modello imposto da Cardinale, infatti, andrà a tagliare fuori un modello visto fino a poco tempo fa: niente più figure romantiche, ma più presenza del proprietario stesso. Una cosa, però, è certa: servirà del tempo.
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