Alessandro Costacurta apre ad un possibile ingresso nella dirigenza del Milan, mentre Cardinale ha in mente un altra mossa: qual è la scelta giusta? L'analisi

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De Laurentiis su Gerry Cardinale: "Mi disse cose che non stanno né in cielo né in terra" | Video

De Laurentiis su Gerry Cardinale: "Mi disse cose che non stanno né in cielo né in terra" | Video

I quadri dirigenziali del Milan potrebbero cambiare nuovamente nel corso dei prossimi mesi, con un nuovo ingresso atteso entro fine anno. Parte del popolo rossonero invoca all'inserimento di una figura che trasudi milanismo, mentre Gerry Cardinale sembra più orientato su altri profili. A prendere quota nelle ultime ore è la 'candidatura' di Alessandro "Billy" Costacurta, che con il Diavolo ha giocato dal 1987 al 2007.

Milan, la candidatura di Costacurta

Intervistato ai microfoni di 'Sportitalia', Costacurta ha confessato di essere disposto a dare una mano al Milan nei panni di dirigente qualora ce ne fosse bisogno:
"È chiaro che io non ho mai chiuso la porta al Milan, mi tengo aperto a qualsiasi cosa, ma non credo avverrà. Servono idee chiare, non credo ci sia più spazio per alcuni di noi. Sinceramente io non lo cerco e non credo che loro cercheranno me".
Milan, Costacurta e Cardinale

Come spiega l'ex difensore, i piani di Cardinale sono ben diversi da quelli di tanti tifosi milanisti.

Il piano di Cardinale

Come anticipato da PianetaMilan nelle scorse settimane, Cardinale ha intenzione di puntare su un Head of Football a cui affidare le chiavi dell'area tecnica. Tutti gli indizi portano a pensare che la scelta del patron di RedBird possa ricadere su un profilo estero, totalmente estraneo alla storia rossonera. Questi i due nomi in cima alla lista:
  • Markus Krösche (Eintracht Francoforte)
  • Michael Edwards (ex Liverpool)

Si tratta due dirigenti che rispondono perfettamente alle politiche del Milan: sostenibilità, player trading e lavoro data-driven.

Quale sarebbe la scelta migliore per il Milan

Ma puntare su un dirigente estero, per quanto competente, è davvero meglio che affidarsi a qualcuno che conosce da vicino il mondo Milan? La risposta è soggettiva, ma forse la soluzione migliore sarebbe fare entrambe le cose. All'Head of Football i pieni poteri sul mercato in sintonia con la guida tecnica, mentre a qualche ex rossonero la funzione di elemento di raccordo tra squadra, piazza e dirigenza. E non dimentichiamoci della comunicazione. Nessuno in società parla in italiano con i media (e quindi con i tifosi), neanche Amorim: un innesto italofono nei quadri societari aiuterebbe anche sotto questo aspetto.

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