Il nuovo sistema di gioco potrebbe penalizzare le caratteristiche del portoghese: con Amorim serviranno qualità nello stretto e nell'uno contro uno

- Milano
Rúben Amorim, nuovo allenatore AC Milan

Possesso palla, pressione alta e qualche rischio: così Amorim ha già trasformato il Milan

La cessione di Rafael Leão sembra essere ormai l'argomento di punta intorno al mondo Milan. Il calciatore portoghese si è messo sul mercato prima del Mondiale, dichiarandosi pronto ad una nuova avventura: i Club di Premier e di Liga ai quali ambisce, tuttavia, non hanno ancora mostrato interesse concreto. Le uniche squadre che si sono mosse per il numero 10 rossonero sono le turche Fenerbahce e Galatasaray, con la prima che sta muovendo passi concreti per portare ad Istanbul Rafa.

Al netto delle valutazioni economiche e delle offerte che arrivano dalla Turchia, sul futuro di Leao c'è anche chi prova a ragionare in chiave puramente tattica. È il caso dell'ex analista Luca Diddi, che ospite del canale YouTube di Carlo Pellegatti ha offerto una lettura interessante sul motivo per cui il portoghese potrebbe non essere il profilo ideale per il nuovo Milan di Amorim:

Rafa Leao non renderebbe nel Milan di Amorim?
"Apro una parentesi anche sul discorso di Rafa Leao: farebbe fatica in questo Milan, perché essendo costantemente nella metà campo avversaria, non avendo profondità e soprattutto non avendo la profondità che il Milan aveva con Max Allegri, che stava più basso, servono giocatori nella trequarti del Milan bravi nel corto, bravi nell'uno contro uno e tecnicamente forti. Non servono veloci, ma tecnicamente forti. Quindi è un giocatore che oltre ad essere sul mercato, non si sposerebbe con il progetto di Amorim".

Non c'è spazio per Leao?

Con l'ulteriore cambio di modulo, Rafa potrebbe quindi incappare nuovamente nei limiti della scorsa stagione: giocando fuori ruolo, vivrebbe un'altra annata sottotono.

Il ragionamento di Diddi parte da un confronto con la gestione Allegri: nel Milan della scorsa stagione la squadra si posizionava più bassa in campo, garantendo così molta più profondità agli attaccanti e permettendo a Leao di sfruttare al meglio la sua caratteristica principale, la rapidità in campo aperto e negli spazi da attaccare in velocità (anche se, da punta, il suo apporto in tal senso era limitato).

Con Amorim, invece, il discorso cambia: la squadra rossonera giocherà con un baricentro molto più alto, stazionando quasi costantemente nella metà campo avversaria. In questo contesto, secondo l'ex analista, viene meno proprio la profondità che serviva a esaltare le doti di Leao e si aprono invece spazi molto più stretti, dove diventa fondamentale avere giocatori bravi nel breve, capaci di reggere l'uno contro uno in spazi ristretti e dotati tecnicamente, più che veloci.

Una caratteristica, quella tecnica in spazi corti, che secondo Diddi non rientra tra i punti di forza del portoghese, il quale storicamente rende meglio quando ha campo davanti a sé. Da qui la conclusione dell'analista: al di là della situazione di mercato che vede Leao ormai fuori dal progetto, il suo profilo non si sposerebbe comunque con l'idea di calcio del nuovo tecnico rossonero.

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