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Milan, Leao: come ti sei ridotto? Dalla squalifica ai fischi di San Siro: un crollo che sa di addio

Rafael Leao, attaccante Milan
Nella notte amara a San Siro contro l'Atalanta, Rafael Leao tocca il punto più basso della sua avventura al Milan: fischi, errori e l'addio sembra sempre più vicino
Redazione PM

Nelle ore più buie di questa stagione, San Siro ha emesso una sentenza che sa di definitiva. Mentre la sconfitta per 3-2 contro l'Atalanta continua a bruciare, la sensazione è che il legame tra il popolo rossonero e il suo numero 10, Rafael Leao, sia arrivato a un punto di non ritorno. In una notte segnata da contestazioni verso la dirigenza, il portoghese è stato l'epicentro del malcontento in campo, simbolo di un Milan svuotato e privo di quella cattiveria necessaria per blindare l'obiettivo Champions League. Per l'attaccante portoghese classe 1999, l'incostanza cronica, l'atteggiamento e la bassa qualità delle prestazioni, sembrano aver preparato il terreno a un addio dopo 7 stagioni a Milano.

I fischi di San Siro

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I fischi che hanno accompagnato l'uscita dal campo di Leao sono caduti come grandine. Sebbene il pubblico di San Siro avesse già manifestato insofferenza in passato (vedi Udinese e Juventus), la reazione di ieri sera fotografa il malcontento del popolo milanista. Non si è trattato di un semplice mugugno per un dribbling fallito, ma di una contestazione totale verso un atteggiamento apparso indolente e una prova, nel complesso, insufficiente: l'ennesima della sua stagione. La sensazione diffusa è quella di un "punto di non ritorno": l'idolo che un tempo infiammava i cuori dei tifosi oggi ne scatena la rabbia, segnando forse il momento più basso del suo intero percorso in maglia rossonera.


Fallo su Scalvini e scatta la squalifica: emergenza per Allegri a Marassi

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A peggiorare un quadro già critico è arrivata l'ammonizione rimediata nel primo tempo. Un giallo che, in realtà, ha rischiato di essere un rosso diretto per un intervento in ritardo su Scalvini che ha fatto infuriare la panchina nerazzurra. Essendo diffidato, Leao sarà costretto a saltare la trasferta contro il Genoa. Un'assenza che aggrava l'emergenza di Massimiliano Allegri, il quale già sabato sembrava intenzionato a escludere il portoghese per scelta tecnica, salvo poi doverlo schierare forzatamente dopo il forfait  dell'ultimo minuto di Christian Pulisic. A 'Marassi', oltre al numero 10, mancheranno per squalifica anche Saelemaekers ed Estupinan, lasciando l'attacco  e le corsie rossonere ai minimi termini in un momento cruciale.

Milan, i numeri di Leao

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Analizzando la stagione di Rafael Leao, i dati certificano un'involuzione preoccupante. Con 10 gol e 3 assist in 30 presenze (1839 minuti in campo), il contributo complessivo (13 tra reti e passaggi vincenti) è crollato verticalmente rispetto alle passate stagioni. Dal 2021-2022 in poi, il portoghese non era mai sceso sotto la quota di 25 partecipazioni ai gol. Contro l'Atalanta, la sua prestazione è stata specchio di questo calo: 3 tiri totali, uno solo nello specchio e, soprattutto, l'errore fatale che ha innescato il 3-0 di Raspadori, facendosi anticipare con troppa facilità da De Roon.

Le pagelle dei quotidiani

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Il giudizio della stampa sportiva nazionale è stato unanime e spietato. 'La Gazzetta dello Sport' ha punito la sua "andatura da allenamento defaticante" con un 4 in pagella, stessa valutazione assegnata dal 'Corriere dello Sport', che ha sottolineato il dialogo difficoltoso con Gimenez e il gol divorato a due passi dalla porta. Tuttosport ha parlato di "Sindrome di Calimero", mentre noi di 'PianetaMilan' abbiamo evidenziato come il giocatore non abbia fatto nulla per rispondere ai fischi, chiudendo con un 4,5 dopo un secondo tempo concluso con tre tiri sparati alle stelle.

Tra infortuni e pubalgia: è finito il tempo degli alibi

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Bisogna considerare anche che la stagione di Leao è stata una corsa a ostacoli. L’inizio è stato segnato dall’infortunio al polpaccio rimediato in Coppa Italia contro il Bari, seguito da una pubalgia cronica che lo ha condizionato per mesi. Ma i problemi attuali sembrano andare oltre la sfera fisica, spostandosi su quella mentale e tattica. Anche il cambio di posizione non ha sortito effetti: pur essendo stato spostato nel secondo tempo sulla fascia sinistra, suo habitat naturale, il portoghese non ha cambiato la qualità del proprio impatto sulla gara, apparendo spento e lontano dai suoi standard.

Le parole di Allegri nel post partita

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Nel post-partita, Massimiliano Allegri ha provato a fare scudo al suo giocatore, definendolo "Un elemento importante che sta attraversando un momento difficile". Tuttavia, le parole del tecnico livornese sono risuonate come un motivetto ripetuto senza troppa convinzione. Quasi una difesa d'ufficio per non svalutare ulteriormente un patrimonio della società. Dietro i cliché si nasconde la realtà di un allenatore che fatica a trovare la chiave per riaccendere un giocatore che sembra aver perso il proprio talento.

Futuro e mercato: la clausola è un miraggio, addio per 50 milioni?

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Con queste premesse, il futuro di Leao sembra più in bilico che mai. La sensazione, simile a quella vissuta con Theo Hernandez nella scorsa stagione, è che si sia giunti alla fine di un ciclo. Se un tempo la clausola rescissoria da 175 milioni di euro sembrava una base d'asta rassicurante, oggi il valore del cartellino è calato drasticamente. La sensazione è che un'offerta da 50 milioni di euro possa bastare per convincere il Milan a sedersi al tavolo delle trattative. Il Mondiale potrebbe essere l'ultima vetrina per rilanciarsi. La partita contro il Cagliari a San Siro, invece, rischia seriamente di essere l'ultima recita di Rafael Leao con la maglia rossonera.