Massimo Callegari ha voluto analizzare la situazione del Milan: che stoccata a Ibrahimovic e Cardinale!

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Il momento di profonda transizione che sta vivendo il Milan continua a sollevare grandissime perplessità tra i tifosi e non. A parlare della situazione dei rossoneri ci ha pensato Massimo Callegari, giornalista sportivo. Intervenuto sul canale YouTube di Carlo Pellegatti, il giornalista ha voluto analizzare senza alcun filtro lo stato attuale del club, evidenziando un preoccupante deficit di leadership.

Milan, senti Callegari:

Secondo Callegari, la struttura dirigenziale dei rossoneri starebbe mostrando non poche crepe, evidenti anche nella gestione della quotidianità, con delle ripercussioni dirette sia sulla squadra sia sulla tifoseria, ci scagliata più e più volte contro l'attuale gestione del club da parte di Gerry Cardinale:

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"La sensazione è che manchi una linea di comando chiara nel Milan e che quindi un club storico prestigioso, che ha sempre avuto una linea e un'identità molto chiare, storicamente stia perdendo questo. E alla lunga poi questo significa perdere riferimenti innanzitutto nel contesto proprio di Milanello della quotidianità e poi nel rapporto quotidiano con i tifosi."

A rendere ancora più evidente questo cortocircuito comunicativo è la gestione di alcune delle figure chiave. L'esempio più grande, come possiamo immaginare, ricade proprio su Zlatan Ibrahimovic, attuale consulente di RedBird, la cui centralità nel progetto americano si scontra con una gestione discutibilissima:

"Cioè ci sono delle situazioni anche banalmente semplici che potrebbero essere limitate o evitate che invece deflagrano, come la presenza costante di Ibra negli Stati Uniti, molto lontana non solo fisicamente, ma anche proprio nell'animo dalla realtà attuale del club, dalle difficoltà che ha avuto il Milan. Tutto questo alimenta un senso di straniamento, di disappunto, di disillusione da parte dei tifosi e soprattutto non è solo un discorso legato al presente, ma anche al futuro, cioè non si vede una prospettiva".

Il Milan, dunque, si trova di fronte ad un grande bivio: ritrovare la solidità che serve, oppure rassegnarsi ad un clima di scetticismo generale, cosa che rischia di condizionare, e non poco, i piani tecnici di quello che dovrebbe essere il nuovo corso.

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