Nonostante il terremoto societario del 25 maggio, l'area verde rossonera prosegue i lavori. Ma il piano del manager tedesco prevede il controllo totale
Milan Futuro tra la Serie D e il possibile ripescaggio in Serie C
Nel bel mezzo della tempesta perfetta che ha travolto i vertici societari del Milan, esiste un'isola che continua a produrre calcio seguendo le proprie linee programmatiche. Nella rivoluzione generale voluta lo scorso 25 maggio dal proprietario Gerry Cardinale – che ha letteralmente azzerato la vecchia dirigenza e l'area tecnica del club di Via Aldo Rossi – il settore giovanile del Milan risulta, al momento, ancora regolarmente attivo. L'obiettivo è dare continuità al lavoro dopo l'ultima, tormentata stagione calcistica, a prescindere da quelle che saranno le decisioni definitive prese da Cardinale ai piani alti del club.
Vergine e Kirovski al lavoro: le posizioni resistono alle scosse societarie
In attesa che l'organigramma rossonero trovi un assetto definitivo, la macchina del vivaio non si ferma. Jovan Kirovski, direttore tecnico del Milan Futuro, e Vincenzo Vergine, responsabile dell'intero settore giovanile rossonero, continuano a progettare il domani in totale autonomia, non essendo pervenuta loro alcuna differente indicazione da parte della proprietà. Secondo quanto riportato dall'edizione odierna di 'Tuttosport', le posizioni dei due dirigenti rimangono stabili e solide.Si tratta di una conferma importante, soprattutto alla luce del contesto di mercato. Vergine, infatti, è stato fortemente corteggiato da diversi club nelle ultime settimane, con il Como in prima fila pronto ad affidargli la gestione della propria cantera. Anche la posizione di Kirovski, dirigente statunitense scelto e sponsorizzato personalmente da Zlatan Ibrahimović (Senior Advisor di Cardinale), non sembra attualmente in discussione, nonostante l'annata 2025-2026 non abbia regalato risultati indimenticabili sul campo.
Il bilancio del Milan Futuro e il corto circuito con la Prima Squadra
Il progetto della Seconda Squadra rossonera ha vissuto una stagione complessa, chiudendo al quarto posto nel campionato di Serie D, un piazzamento condizionato dalla scelta di far giocare la squadra costantemente sotto età rispetto all'esperienza dei rivali. Se da un lato il quotidiano torinese sottolinea come la sintonia operativa tra Kirovski e Vergine sia nettamente migliorata nel corso dei mesi, dall'altro lato mette in luce una grave criticità strutturale: la mancanza di comunicazione con la Prima Squadra.Durante l'anno è mancata una reale condivisione con i piani più alti. I calciatori da aggregare alla formazione maggiore sono stati pescati di volta in volta dal direttore sportivo Igli Tare e dal tecnico Massimiliano Allegri, senza che le scelte venissero pienamente concordate e pianificate con i responsabili diretti del settore giovanile. Un isolamento operativo che i due dirigenti hanno dovuto gestire per tutelare la crescita dei ragazzi.
La minaccia Rangnick: pieni poteri o sarà addio
Ad oggi, né Kirovski né Vergine hanno avvertito segnali di un possibile esonero o di un ridimensionamento. Tuttavia, lo scenario potrebbe mutare radicalmente qualora Cardinale dovesse cedere alle richieste di Ralf Rangnick per il ruolo di direttore tecnico. Tra le condizioni tassative poste dal manager tedesco per accettare il trasferimento a Milano, vi è infatti il controllo assoluto e centralizzato dell'intero settore giovanile.Rangnick esige pieni poteri decisionali sulla scelta dei futuri dirigenti, dei collaboratori, sulla metodologia unica di gioco e di allenamento, fino alla selezione dei singoli tecnici delle varie categorie. Una condizione di totale subordinazione che difficilmente Kirovski e Vergine accetterebbero, preferendo il passo indietro piuttosto che una permanenza da separati in casa all'interno del nuovo Milan.
© RIPRODUZIONE RISERVATA