Le condizioni di Glasner e il fattore Ralf Rangnick
—L'appuntamento ha gettato le basi per un possibile futuro insieme, ma ha anche evidenziato diversi nodi da sciogliere. Glasner non cerca solo una panchina, ma un progetto strutturato. Durante il colloquio sono emersi interrogativi chiave sui quali le parti dovranno riaggiornarsi:
La candidatura di Glasner stuzzica particolarmente Cardinale e potrebbe concretizzarsi a prescindere dall'eventuale sbarco a Milano di Ralf Rangnick nel ruolo di direttore tecnico. Proprio Rangnick fu il mentore che lanciò Glasner ai tempi del Salisburgo: un binomio che, se ricomposto in rossonero, garantirebbe una sinergia totale tra area tecnica e dirigenza.
Evoluzione tattica: perché Glasner non è un allenatore "alla Fàbregas"
—Il profilo di Oliver Glasner porta in dote un curriculum internazionale di assoluto rispetto. Nel suo palmarès spiccano la conquista dell'Europa League nel 2022 con l'Eintracht Francoforte e ben tre trofei (F.A. Cup, Community Shield e Conference League) conquistati nel biennio d'oro al Crystal Palace.
Dal punto di vista tattico, l'austriaco predilige uno stile di gioco moderno, verticale e spiccatamente offensivo, basato storicamente su moduli come il 3-4-2-1 o il 3-4-3. Una scelta che rappresenta una netta virata strategica da parte del Diavolo. Glasner, infatti, è un tecnico pragmatico e di rottura. Molto lontano, però, dall'idea iniziale della dirigenza che cercava un profilo "alla Cesc Fàbregas" – votato a un possesso posizionale e a una filosofia di gioco differente – per raccogliere l'eredità di Massimiliano Allegri.
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