Il tecnico richiede il controllo assoluto e centralizzato di tutta l'area sportiva, che include:
Zlatan Ibrahimović e il nodo delle competenze
—Questa richiesta di "potere assoluto" si scontra inevitabilmente con l'attuale struttura del Milan. Il primo ostacolo politico porta il nome di Zlatan Ibrahimović. Lo svedese, nel suo ruolo di Senior Advisor di RedBird per il club rossonero, vedrebbe drasticamente ridimensionata la propria centralità decisionale.
La rivoluzione di Rangnick non depotenzierebbe solo Ibrahimović, ma andrebbe a toccare direttamente anche il lavoro di Jovan Kirovski, l'uomo fortemente voluto da Ibra per guidare il progetto Milan Futuro (la formazione Under 23). Un accentramento di poteri da parte del tedesco escluderebbe di fatto le attuali figure dirigenziali dalle scelte di campo.
Le tappe della trattativa e la deadline della Federcalcio Austriaca
—Il tempo stringe, sia sul fronte milanese che su quello internazionale. Rangnick è attualmente il Commissario Tecnico dell'Austria, Nazionale con cui prenderà parte ai Mondiali e con la quale partirà oggi alla volta della California per la rassegna iridata. Nelle prossime ore il tecnico è chiamato a rispondere alla proposta di rinnovo contrattuale presentata dalla Federcalcio Austriaca (ÖFB).
I media sportivi concordano su una strategia precisa: il manager tedesco prenderà tempo con l'Austria per valutare i margini di manovra con il Milan. Le fonti vicine al club indicano una data cerchiata in rosso sul calendario: mercoledì 10 giugno. Sarà quella la deadline definitiva per definire l'assetto societario e capire se la rivoluzione Rangnick diventerà realtà.
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