L'editoriale di Masini scuote l'ambiente rossonero. Nessun uomo di campo a Milanello e la proprietà a New York: chi difenderà il tecnico portoghese?
Milan, ecco la probabile formazione con Amorim da allenatore
"Non lasciate solo Rúben Amorim": esordisce con questo perentorio e preoccupato appello l'editoriale del giornalista sportivo Federico Masini, pubblicato sull'edizione odierna di Tuttosport. Un grido d'allarme focalizzato sulle ultime evoluzioni societarie di Casa Milan che, analizzato a mente fredda, merita di essere raccolto, approfondito e rilanciato con forza.
Le ragioni che spingono a temere un precoce isolamento del tecnico portoghese sono evidenti. Il Milan, reduce da un mese di casting andati a vuoto alla ricerca di figure apicali di rilievo – segnato dai rifiuti di Ralf Rangnick e dal no definitivo dell'Eintracht Francoforte per Markus Krösche –, ha scelto di rifugiarsi in una totale riorganizzazione delle proprie risorse interne.
La piramide di RedBird: comanda New York, mancano gli uomini di campo
Al vertice di questa complessa catena di comando siede saldamente il proprietario Gerry Cardinale, il quale manterrà l'ultima parola su ogni capitolo strategico, calciomercato estivo incluso. Sotto di lui si muove una struttura composta prevalentemente da manager di matrice RedBird prestati all'area finanziaria e da funzionari già presenti nell'organigramma rossonero con mansioni incentrate sull'analisi e l'elaborazione dei dati (approccio data-driven) e ora 'ricollocati'.La grande anomalia di questo assetto, che ha scatenato lo scetticismo della piazza, è l'assenza totale di un uomo di campo tradizionale. Manca un "Head of Football" – figura evocata a lungo dalla proprietà per settimane prima di sbandierare un "modello Liverpool" ad oggi lontano anni luce –, così come mancano un direttore tecnico e un direttore sportivo operativi sul terreno di gioco.
Le tre grandi domande sul futuro di Amorim a Milanello
L'analisi di Tuttosport mette a nudo le lacune pratiche di questa scelta gestionale, evidenziando i vuoti operativi che Amorim si troverà a dover colmare da solo all'interno del centro sportivo:- La gestione del quotidiano: chi affiancherà fisicamente l'allenatore portoghese a Milanello per gestire le inevitabili spine e i casi di spogliatoio che emergeranno durante l'anno?
- La protezione mediatica: chi si presenterà davanti alle telecamere per difendere l'operato del tecnico o per contestare un episodio arbitrale avverso?
- La barriera contro il caos: in passato la stabilità della squadra era garantita da figure come Paolo Maldini, Frederic Massara e successivamente Igli Tare. Quando questo scudo è mancato – come nella tormentata stagione 2024-2025 segnata dalla staffetta tra Paulo Fonseca e Sérgio Conceição – il risultato è stato l'anarchia tattica e ambientale.
Il paradosso della proprietà a distanza
La scommessa manageriale di Cardinale rischia di mostrare le prime crepe alle prime avvisaglie di tempesta sui campi della Serie A. Come sottolineato efficacemente dal collega Masini nel suo fondo giornalistico:"Cardinale lo appoggerà, ma lo farà dal suo studio di New York. E quando ci sarà bisogno di commentare un episodio arbitrale avverso, una trattativa di mercato o difendere l’operato del tecnico, chi ci metterà la faccia?".
© RIPRODUZIONE RISERVATA