Ricostruiamo, velocemente, l'intera vicenda relativa la cessione del Milan da Fininvest ai cinesi. Il closing fra tre settimane: sarà la volta buona?

<strong>UN MARZO INVEROSIMILE</strong>

Quando tutto lasciava presagire ad una chiusura dell'operazione nei tempi prestabiliti, a 48 ore dal presunto closing dello scorso 3 marzo, Sino-Europe Sports si è resa conto di non avere a disposizione la cifra mancante (420 milioni circa, di cui 320 per rilevare le quote e 100 per la gestione del Milan per la stagione 2016-2017) per accontentare le richieste di Fininvest. I continui no del Governo cinese, contrario all'operazione messa in piedi da Yonghong Li, infatti, hanno fatto freddare, in taluni casi ritirare, molti dei finanziatori trovati dal controverso imprenditore. A quel punto, a Yonghong Li non è rimasto altro che chiedere a Fininvest ulteriore tempo, un mese circa ma, dall'azienda di Via Paleocapa, hanno chiesto un'altra caparra di 100 milioni per accondiscendere alle richieste cinesi. Li è venuto incontro a Fininvest, versando due bonifici, uno da 20 milioni ed un altro da 30, da istituti di credito differenti, fornendo poi obbligazioni su altri 50 milioni. Per una caparra, totale, che ora ammonta a 300 milioni di euro. Dallo scorso 3 marzo, le parti hanno continuato a lavorare nell'ombra, fino al comunicato ufficiale di ieri che ha chiarito molte cose sulla dinamica dell'affare.

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