Ricostruiamo, velocemente, l'intera vicenda relativa la cessione del Milan da Fininvest ai cinesi. Il closing fra tre settimane: sarà la volta buona?

<strong>GLI IMPEGNI DI SES E LE CAPARRE</strong>

Stipulando quell'accordo, Sino-Europe Sports si impegnava, “una volta ottenute le autorizzazioni previste in questi casi dalle autorità italiane e cinesi”, a divenire proprietaria del Milan, valutato 740 milioni di euro complessivi, tenendo conto “di una situazione debitoria stimata in circa 220 milioni”. Ma non solo, perché gli acquirenti si impegnavano: “a compiere importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario di A.C. Milan, per un ammontare complessivo di 350 milioni di euro nell’arco di un triennio, di cui 100 milioni da versare al momento del closing”. Il contratto prevedeva una prima caparra di 100 milioni di euro, di cui 15 versati al momento della firma ed 85 entro 35 giorni, effettivamente arrivati sui conti di Fininvest nel mese di settembre. Poi, l'impossibilità ad ottenere le autorizzazioni del Governo di Pechino all'esportazione di capitali, e le forti restrizioni cinesi sull'acquisizione di società di calcio all'estero, ha costretto SES a chiedere uno slittamento del closing di altri tre mesi, fissando la nuova data al 3 marzo 2017, previa versamento di un'ulteriore caparra di 100 milioni, arrivata dalle Isole Vergini Britanniche, per un totale di 200 milioni di 'anticipi' defluiti nelle casse di Fininvest ma non 'incassabili'.

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