Tra i 15 allenatori che si sono succeduti sulla panchina del Milan sotto la presidenza Berlusconi, ecco i 5 tecnici che hanno segnato i 30 anni dell'attuale dirigenza milanista
FABIO CAPELLO
(1987, 1991-96 e 1997-98)
Palmarès:
4 Scudetti
3 Supercoppa italiane
1 Coppa dei Campioni
1 Supercoppa europea
Promosso dalle giovanili rossonere, sotto la guida dell’allenatore friulano continuò il ciclo vittorioso che sembrava giunto all’epilogo. Nei primi due anni Capello ha sostanzialmente a disposizione gli stessi uomini di Sacchi, con l’aggiunta di qualche giovane (Eranio e Albertini) e qualche asso straniero (Papin e Savicevic, che però gioca poco nella prima annata italiana). I risultati arrivano subito: 2 campionati (il primo da imbattuti) e una finale europea persa contro il Marseille. Dopo quella beffa partirono Rijkaard e Gullit, mentre van Basten passò i successivi due anni in infermeria, causa un grave infortunio che ne condizionò la carriera. «Facile vincere con i tre olandesi» si diceva per sminuire il lavoro di Capello, che dopo il 1993 dovette arrangiarsi senza quel trio, schierando come stranieri Desailly (arrivato nel marcato di novembre dalla Francia), Boban e Savicevic: quell’anno arriva il terzo campionato e la Coppa dei Campioni poi, dopo un anno, la società acquista George Weah dal PSG. Arriva un altro Scudetto (il quarto in cinque anni) ma quella vittoria è anche il canto del cigno: Capello accetta l’offerta del Real Madrid (vincerà la Liga) e dopo un anno torna a Milanello.
Come per Sacchi anche il suo ritorno è deludente: 10° posto e finale persa contro la Lazio in Coppa Italia. Dopo uno 0-5 contro la Roma il mister disse di vergognarsi e a fine campionato lasciò la panchina, fermandosi un anno prima di accettare l’ingaggio della presidenza romanista. Nonostante l’ultima annata Fabio Capello e i risultati ottenuti sono rimasti nel cuore dei tifosi.
Stefano Sette
© RIPRODUZIONE RISERVATA