Tra i 15 allenatori che si sono succeduti sulla panchina del Milan sotto la presidenza Berlusconi, ecco i 5 tecnici che hanno segnato i 30 anni dell'attuale dirigenza milanista
ARRIGO SACCHI
(1987-91 e 1996-97)
Palmarès:
1 Scudetto
1 Supercoppa italiana
2 Coppe dei Campioni
2 Coppe Intercontinentali
2 Supercoppa europee
Arrivato a Milanello poco più che quarantenne, il tecnico emiliano deve gestire per la prima volta una cosiddetta Big. L’inizio dell’avventura in Serie A è altalenante, rischiando l’esonero dopo l’eliminazione in Coppa UEFA, ma a fine ottobre il successo col Verona dà fiducia sia al tecnico che alla squadra, che comincia ad incanalare una serie di risultati positivi. Campione d’Italia al primo anno, campione d’Europa nel biennio successivo, si ricordano del suo Milan il 5-0 contro il Real Madrid (semifinale 1988-89) e il 4-0 contro la Steaua a Barcellona, davanti a circa 100.000 tifosi, in una finale senza discussioni. Passato alla storia per il pressing e per aver inventato la marcatura a zona, la base del suo Milan era la difesa solida, nonostante a centrocampo ci fossero fuoriclasse come Gullit e Rijkaard. Il mister di Fusignano non ebbe un buon rapporto con Marco van Basten, allergico alle gabbie tattiche che gli facevano perdere la libertà sottoporta, e anche a causa di questi contrasti si arrivò nel 1991 ad una dura scelta: o il centravanti olandese o il mister. La dirigenza scelse di tenere van Basten e sacchi, dopo 6 mesi di riposo, accettò l’ingaggio sulla panchina della Nazionale, rompendo la tradizione italiana che dava la precedenza agli allenatori federali rispetto a quelli di club.
Esaurita l’esperienza azzurra, Sacchi tornò a Milanello nel dicembre 1996, ma si trattava di un altro Milan. Il Sacchi-2 fu un disastro: eliminazione contro il Rosenborg in Champions League, 11° posto in campionato con un umiliante 1-6 casalingo contro la Juventus. I successi e i ricordi del quadriennio 1987-91 venivano così offuscati in soli 6 mesi.
Stefano Sette
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