Le parole del centrocampista del Milan Adrien Rabiot in conferenza stampa alla vigilia di Francia-Svezia, sedicesimo di finale del Mondiale 2026
Milan, guarda Rabiot: colpi di classe in allenamento con la Francia
Tutti e dieci i giocatori del Milan convocati ai Mondiali hanno superato i rispettivi gironi e sono ora pronti ad affrontare la fase ad eliminazione diretta. Tra le nazionali favorite per la vittoria finale c'è la Francia di Adrien Rabiot, che ha chiuso il gruppo I a punteggio pieno. Ai sedicesimi, i transalpini dovranno vedersela con la Svezia, che si è qualificata come migliore terza grazie ai 4 punti conquistati nell'ostico girone I alle spalle di Olanda e Giappone. Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro gli scandinavi, Rabiot ha analizzato i principali temi della sfida.
Francia, l'intervista a Rabiot
Rabiot ha iniziato l'intervista elogiando i suoi compagni di reparto: Aurelien Tchouameni e Manue Koné.“Aurelien e Manu sono diversi. Tchouameni preferisce stare più dietro e far girare il pallone. Koné, invece, ha più passo. Gli piace puntare l'uomo palla al piede e rompere le linee con i passaggi. Noi in mezzo dobbiamo solo adattarci. Ma parliamo di due ottimi giocatori. Finora l'intesa tra di noi è stata ottima”.
Il match contro la Svezia
Dopodiché, il centrocampista del Milan si è focalizzato sul match contro la Svezia. Rabiot ha spiegato che i francesi rispettano gli avversari, ma sono consapevoli di arrivare alla gara da favoriti.“La Svezia è un'ottima squadra. Davanti fanno paura e hanno elementi da top club mondiale. Certo, dire che uno di loro toglierebbe il posto a un francese è difficile. Tutti dicono che siamo i favoriti assoluti, ma noi non abbassiamo la guardia. Abbiamo rispettato l'Iraq, il Senegal e la Norvegia, faremo lo stesso ora”.
Il fantasma della Svizzera
Spazio anche al ricordo amaro della sconfitta ai rigori contro la Svizzera agli ottavi di finale di Euro 2020, che ha condannato la Francia all'eliminazione anticipata dal torneo.“Dobbiamo stare sul pezzo. Contro la Svizzera, in passato, forse siamo stati superficiali e l'abbiamo pagata cara. Nel calcio può succedere di tutto in un attimo, il bello è questo. Quello che abbiamo vissuto ci serve da lezione per non sbagliare più. Abbiamo preparato bene questo sedicesimo di finale. Sistemiamo gli ultimi dettagli e andiamo in campo tranquilli”.
Le critiche sull'equilibrio tattico
Alcuni giornalisti presenti in sala stampa hanno accusato la Francia di fare troppa attenzione a non sbilanciarsi. La risposta di Rabiot è lapidaria:“Sinceramente, non vedo tutto questo squilibrio. Concediamo qualcosa, è vero, ma non stiamo prendendo così tanti gol. Davanti abbiamo quattro giocatori che corrono, aiutano dietro e si sacrificano. A volte rischiare fa parte del gioco. Ora che la competizione entra nel vivo dovremo registrare qualcosa e fare di più. La fase a eliminazione diretta è un altro sport rispetto ai gironi”.
La gestione della pressione
Per concludere, Rabiot ha parlato dell'ambiente all'interno dello spogliatoio francese e della gestione della pressione in un torneo così importante“Dormiamo sereni, la pressione non ci pesa. Passiamo il tempo giocando a carte e chiacchierando a gruppetti. Stare insieme così ci aiuta tantissimo a fare gruppo anche in campo”.
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