"Ci guardammo negli occhi e...". Stefano Pioli rivela il patto segreto con Zlatan Ibrahimovic a Milanello e i veri leader del Milan da scudetto
- Milano
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L'ex allenatore del Milan Stefano Pioli è tornato a parlare dopo tanto tempo e lo ha fatto in una lunga intervista a 'Il Corriere dello Sport' in cui ha parlato ovviamente anche del Milan. L'ex tecnico del Diavolo ha spiegato di come il calcio sia cambiato:
"È cambiato sul terreno, sono cambiati i giocatori, sono cambiate le dinamiche nello spogliatoio, è normale che sia così. Ho avuto varie esperienze nelle quali la squadra ha espresso un ottimo gioco. Il primo anno alla Lazio è stato fantastico, il primo al Bologna, poi, vabbè, chiaramente al Milan, i primi tre o quattro anni sono stati veramente significativi. Al Milan avevo raggiunto una maturità, una completezza...".
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"Tanto. È stato l’apoteosi del nostro percorso, mi ha lasciato soprattutto dei rapporti bellissimi con i giocatori. Li ho sentiti anche l’altro giorno, mi hanno fatto gli auguri per il compleanno. È stata un’esperienza veramente piena di emozioni, gratificazioni, ma anche di alti e bassi, quello di Milanello è un ambiente veramente particolare. Il sostegno di Ricky (Massara, nda) e Paolo è stato fondamentale".
Pioli racconta di come aveva capito di avercela fatto dopo la vittoria contro la Lazio con il gol decisivo nel recupero di Sandro Tonali:
"Sprigionavamo qualcosa di potente, a Milanello pensammo che poteva essere davvero la nostra stagione".
Un grande ruolo in quel Milan lo aveva avuto Ibrahimovic:
"Abbiamo cominciato a puntare al titolo a gennaio quando sono arrivati Zlatan e Kjaer, due leader completamente diversi. Zlatan d’impatto, un leader caratteriale, fisico, che ha cambiato l’atteggiamento della squadra, la più giovane a vincere lo scudetto, quindi non abituata a lavorare con quell’obiettivo. Ha alzato il livello dell’allenamento, dell’attenzione, ha dato una mentalità. Simon un leader silenzioso, uno che andava a parlare coi giocatori singolarmente. Il lavoro di un allenatore è facilitato dalla presenza di giocatori così, è più semplice vincere se hai personalità del genere".
Il rapporto con Ibrahimovic e l'elogio a Olivier Giroud
Tra i calciatori più forti che abbia mai allenato, Pioli cita anche Olivier Giroud, ex attaccante del Milan:"Un campione sia tecnico sia morale, Olli abbina le due cose. Fa gruppo, clima. A differenza di Zlatan che è grintoso, incazzato, divisivo, Olli trasmette una serenità assoluta e che professionista poi... Sempre a 100 all’ora, con qualsiasi acciacco, e ne aveva tanti".
Poi un racconto su Ibrahimovic:
"Zlatan, certo, di un’intelligenza sopra la media, chiaramente a livello calcistico. C’è lo Zlatan pubblico, il personaggio, e quello nello spogliatoio. Ricordo che quando arrivò da noi, si presentò a Milanello alle 7 di sera, eravamo io e lui, aveva male a un ginocchio, come sempre. Ci vedemmo nel mio ufficio, mi guardò negli occhi e disse: “Tu allenatore, io giocatore, io rispetto te, tu parla chiaro con me e io sarò sempre dalla tua parte”. Così è stato. Una sola volta abbiamo avuto un diverbio, colpa mia, che non gli avevo parlato".
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