L'ex attaccante rossonero si confessa a Trento: i segreti dello spogliatoio con Gattuso e Beckham, gli infortuni, la scelta della Cina e gli elogi a Leao
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Durante il 'Festival dello Sport' a Trento organizzato da 'La Gazzetta dello Sport' presente anche l'ex attaccante del Milan Alexandre Pato che ha parlato durante il panel 'Alexandre Pato: Rossonero per sempre'. Il brasiliano arriva sul palco accolto dagli applausi e dai cori del pubblico. Ecco alcuni estratti.
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Il gol al Barcellona
13 settembre 2011 il gol dopo 25 secondi contro il Barcellona in Champions League al Camp Nou: "Fare un gol così, è davvero speciale. Segnare contro il Barcellona così velocemente è stato emozionante. Quando segno lo stadio resta in silenzio, mi sono chiesto perché non urlassero. Le persone si ricordano ancora di quel gol, è speciale. Farò guardare a mio figlio quel gol tutti i giorni".
Il progetto Northampton Town
L'acquisto del Northampton Town: "Tutti i milanisti potete avere una seconda squadra adesso. Sono tre anni che studio per questo progetto, ho seguito dei corsi. Mi sono detto che avrei voluto fare il proprietario una volta lasciato il calcio giocato. Un giorno arriveremo in Champions League, anche se sarà difficile".L'arrivo in rossonero
Sei arrivato al Milan giovanissimo, un Diavolo ricco di campioni, come ti sei sentito? "Quando è arrivata la proposta del Milan ha scelto il Diavolo perché aveva vinto la Champions, c'erano tanti brasiliani, Ronaldo. Andare al Milan è stata una delle scelte migliori della mia vita. Ci giocavo alla PlayStation e poi è diventato realtà. Giocare al Milan in quel periodo è stato davvero bello".Il gruppo dei brasiliani e il tennis
Tanti brasiliani in quel gruppo: "Mi hanno aiutato tanto, avevo 18 anni e mi tenevano vicino, andavo a casa di Cafu di Emerson. Giochi con Ronaldo e io volevo diventare come lui. E' stato bello, non sono stato più forte di loro, ma oggi lo sono a tennis, mi piace tantissimo, voglio diventare professionista anche se è difficile".Il rapporto con Ancelotti
Ancelotti figura paterna: "Mi seguiva e mi è stato sempre vicino. Mi portò davanti ai calciatori per farmi ricevere, è stato un gesto carino che mostrava il rispetto da parte dei calciatori. Mi ha insegnato proprio il rispetto e sarà sempre nel mio cuore".Infortuni e salute mentale
Sul percorso psicologico e gli infortuni: "La cosa brutta è stata quando le persone dicevano che non avrei più giocato a calcio, ho iniziato a dubitare del mio fisico. A volte non vogliamo parlare con la nostra famiglia, ma devi togliere tutto quello che hai dentro, magari con qualcuno 'fuori'. Il calcio oggi è diverso, ogni calciatore ha il suo staff. Poi devi sapere tutto e conoscere ogni ruolo. Il calciatore dev'essere dentro il club, anche se so che non è facile".Il mancato PSG e la Cina
L'avventura in Cina: "Quando dovevo andare al PSG, poi non è accaduto, avrei dovuto guadagnare tanti soldi, poi sono rimasto e un anno dopo sono andato in Brasile. Dopo 5/6 anni mi è arrivata la proposta dalla Cina. Il mio sogno era il Real Madrid, ma sapevo che sarebbe stato difficile e ho deciso di andare in Cina anche per i soldi, che mi aiutano anche oggi. Quando sono arrivato lì ho cambiato anche la testa, sono entrato nella cultura cinese. Ho vissuto due anni bellissimi che metto di fianco al Milan".Il nuovo Milan di Cardinale
Quanto è cambiato oggi il Milan? "Si certo lo seguo. E' cambiato tanto, così come il calcio mondiale. Il Milan era la squadra più forte al mondo. Ero con Cardinale pochi giorni fa, abbiamo parlato e so che ci proverà, vuole vincere trofei. Non è facile, nella testa dei tifosi si vuole vincere. Sono sicuro che Cardinale troverà un modo per vincere ancora. Il Milan è una squadra che mi tocca il cuore. Spero che Modric possa restare sempre con il Milan e fare tanto per la squadra".I giudizi su Leao e Pulisic
Su alcuni calciatori del Milan: "A me piace tantissimo Leao, purtroppo è andato via, mi è dispiaciuto. Mi piace tanto anche Pulisic, ha il coraggio di puntare e di cercare il gol. Ha iniziato a riavere fiducia nel suo corpo e spero di rivederli in Champions League".Villarreal, Chelsea e i ricordi d'infanzia
Sulle altre esperienze calcistiche: "In Brasile ho chiamato Bonera e gli ho chiesto se gli serviva un attaccante e lui ha parlato con l'allenatore del Villarreal. In Spagna ho capito come potevo curare il mio corpo. Posso dire di aver segnato un gol con il Chelsea anche se ho giocato solo due partite. Da ogni esperienza puoi imparare qualcosa, ma io mi abituo subito. A undici anni giocavo contro i più grandi che mi 'ammazzavano' facevo tutto quello che mi chiedevano, piangevo tanto perché mi mancavano i miei genitori".I segreti dello spogliatoio
I ricordi dello spogliatoio del Milan:- "Con Gattuso era dura. C'era il tavolo dei brasiliani e gli altri. Ho tirato i capelli a Rino per scherzo e lui mi ha tirato su e mi ha detto che dovevo rispettare i più grandi, ma al Milan non c'erano bulli erano tutti signori."
- "Cafu a fine allenamento restava sempre in palestra per curare il suo fisico. Mi chiedeva sempre la palla."
- "Maldini è un esempio, lo stesso Beckham. Volevo essere simile a lui, uso anche il suo profumo. Andai verso il suo armadietto una volta per capire quale profumo usasse, lo uso ancora. Siamo amici anche oggi e seguo sempre i suoi passi".
L'amicizia con Del Piero
Su Del Piero: "Lo seguivo tanto oggi è mio amico. Ho suonato a casa lui per farmi la foto insieme a lui. Siamo usciti insieme, è sempre un piacere".© RIPRODUZIONE RISERVATA
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