Paolo Berlusconi ricorda il fratello Silvio nel corso di una lunga intervista: gli anni di vittorie al Milan e l'intitolazione dell'aeroporto Malpensa

- Milano
Addio a Mazzola: il ricordo del presidente del Milan Scaroni | Video

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Intervistato sul canale Youtube di Mauro Suma, Paolo Berlusconi è tornato a parlare di suo fratello Silvio tra ricordi e retroscena dei suoi trent'anni alla presidenza del Milan: dall'acquisto del club alle vittorie in Italia e in Europa, passando per l'intitolazione di Malpensa e il legame del Cavaliere con i suoi giocatori.

Milan, l’intervista a Paolo Berlusconi

Impossibile non partire da quello che è successo in questi giorni all'aeroporto di Milano Malpensa, che il 25 settembre 2026 è stato ufficialmente intitolato a Silvio Berlusconi. Suo fratello Paolo si è espresso con orgoglio sulla vicenda:
"È stato un momento toccante. Le istituzioni hanno ricordato l'impatto straordinario di Silvio sulla storia recente dell'Italia. Intitolargli l'aeroporto di Malpensa è un riconoscimento doveroso: rappresenta il punto di connessione tra il Paese e il mondo, rispecchiando la sua visione di un'Italia forte e integrata in Europa. Più che la tristezza per la sua scomparsa, prevale la gratitudine per aver condiviso la vita con un uomo straordinario e generoso, capace di ottenere traguardi eccezionali in ogni campo, compresa la diplomazia internazionale".
Milan, Silvio Berlusconi

Quando Berlusconi acquistò il Milan

Paolo Berlusconi è tornato a parlare di quando, il 20 febbraio 1986, Silvio prelevò il Milan salvandolo dai debiti lasciati dal vecchio proprietario Giussy Farina:
"È stata una scelta d'impulso e d'amore per la città. Quando si è presentata l'opportunità, analizzammo i bilanci del club evidenziando diverse criticità economiche. Nonostante si trattasse di un'operazione complessa da prendere a scatola chiusa, Silvio non ha esitato un attimo e ha dato subito il via libera. Da quel gesto di fiducia è partita un'avventura straordinaria che ha unito fin da subito tutta la tifoseria".

Le vittorie in Italia e in Europa

Nei suoi 31 anni alla guida del Milan (1986-2017), Berlusconi ha riempito la bacheca con 29 trofei. Paolo ha raccontato i festeggiamenti di alcuni trofei indimenticabili, scavandolo alle radici di una mentalità vincente come quella del Cavaliere:
"Il primo Scudetto e i festeggiamenti in campo con i giocatori che lo sollevavano in trionfo dopo la vittoria in Coppa dei Campioni. Silvio affrontava ogni sfida con ottimismo e determinazione, convinto che il lavoro portasse inevitabilmente ai risultati. All'inizio l'ambizione di creare la squadra più forte al mondo venne accolta con scetticismo, ma i fatti gli hanno dato ragione: ha saputo vincere come nessun altro".

Il legame tra Silvio e i suoi giocatori

Berlusconi non era soltanto un presidente, era un uomo in grado di entrare in sintonia con giocatori, staff e dirigenti, creando un ambiente di lavoro sano e competitivo. Paolo ha parlato così dei rapporti stretti dall'ex proprietario del Milan con alcuni dei campioni passati da San Siro nel corso della sua epopea:
"Nutriva un affetto profondo per tutti i suoi giocatori, in particolare per figure come Baresi, Maldini, Van Basten, Gullit e Shevchenko. La sua principale qualità era la generosità: il Milan ha rappresentato una parte fondamentale della sua vita, si può dire che sia stato il suo sesto figlio".

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